Nelle relazioni con il personale bancario, anche quando si è clienti abituali, non è infrequente ritrovarsi in situazioni spiacevoli. Accade soprattutto quando, nell’applicare corretti e dovuti adempimenti cui gli intermediari sono tenuti, le norme vengono interpretate in maniera per così dire estremamente “soggettiva”. Al punto che il cliente è costretto a subire comportamenti non corretti o che comunque non trovano fondamento nelle norme.

La materia connessa all’antiriciclaggio, con le complessità che oggettivamente si porta dietro, è una di quelle che più facilmente possono determinare questo tipo di situazioni nel rapporto personale-clientela.

Ecco allora per i lettori di GenteMoney un quadro per capire e orientarsi. L’obiettivo è fornire ai clienti delle banche alcune linee guida cui fare riferimento nel caso si trovino a dover dialogare con il personale su questi temi. In questa prima parte verrà descritta e spiegata la normativa esistente e quella che sta per entrare in vigore. In una seconda parte verranno approfonditi gli aspetti che riguardano l’uso del contante.

LA NORMATIVA

In materia di antiriciclaggio, la Banca d’Italia in data 11 aprile 2013 ha emanato le disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela che le banche e gli altri intermediari finanziari devono adottare ai fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in applicazione della normativa antiriciclaggio (D.Lgs 231/2007). Gli intermediari coinvolti sono: Poste italiane; Istituti di moneta elettronica; Istituti di pagamento; Sim; Sgr; Sicav; Agenti di cambio; Intermediari finanziari iscritti nell’Albo previsto dall’art. 106 del TUB; Società fiduciarie di cui all’art. 199, comma 2, del TUF; Società fiduciarie di cui alle legge 23/11/1939 n°1966; succursali insediate in Italia dei soggetti già indicati aventi sede legale in uno stato estero; Cassa depositi e prestiti; Soggetti disciplinati dagli artt.111 e 112 del TUB; Mediatori creditizi; Agenti in attività finanziaria. Le disposizioni non comprendono le imprese di assicurazione a differenza di quanto previsto dalla normativa primaria.Le disposizioni contengono anche alcune modifiche al Provvedimento del 2009 sulla tenuta dell’archivio unico informatico (AUI), che è stato proposto nella versione aggiornata.

IL PRINCIPIO-BASE 

L’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2014. Il provvedimento si compone di varie parti che si poggiano sul principio di adottare un approccio basato sul rischio, ovvero di modulare l’intensità e l’estensione degli obblighi di adeguata verifica della clientela al grado di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. A tal fine, l’Autorità di vigilanza invita le banche e gli altri soggetti destinatari delle norme ad effettuare una valutazione tenendo conto delle caratteristiche del cliente e della tipologia del rapporto avviato.

In altre parole: potranno costituire elementi da considerare per dare seguito o meno a verifiche particolari:

- soltanto determinate tipologie di clientela

- la frequente anomalia delle operazioni poste in essere (rispetto all’operatività abituale).

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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