Tutti al mare, ma non gli operatori specializzati nel settore dell’argento, che hanno vissuto un Ferragosto di fuoco. Dal 15 agosto infatti il sistema di calcolo dei prezzi di questo metallo prezioso ha affrontato una vera e propria rivoluzione, che interesserà in futuro anche l’oro. Il vecchio sistema cosiddetto del fixing – frutto di una “conference call” quotidiana a Londra fra gli specialisti di alcune banche – è stato sostituito da una modalità diversa, basata su un’asta elettronica, decisamente più trasparente e difficile da manipolare. Un reale sconquasso se si considera che è andato in pensione uno schema di valutazione vecchio di 117 anni. Ora non c’è quindi più il fixing ed è entrato in vigore un sistema a benchmark (parametro di riferimento). L’impatto? Si temevano esiti dirompenti, ma le quotazioni sono passate sotto queste nuove forche caudine senza variazioni eccessive. Il future a settembre ha registrato un calo dell’1,9% nella seduta del 15 agosto, ma nella prima giornata della nuova settimana ha fatto segnare un segno più. Poi ancora un po’ di debolezza.

GUARDANDO I GRAFICI LA PRUDENZA E’ CONSIGLIABILE

Di fronte alle voci allarmate di un banco che poteva addirittura saltare per motivi di natura tecnica, la reazione del mercato è stata composta. Più vendite che acquisti, ma dettate da un’effettiva fase di debolezza, confermata dall’analisi grafica. Da metà luglio il future ha continuato a registrare una prevalenza di candele rosse (15 a 8 contro le verdi, cioè quelle segno positivo), trend confermato dall’oncia espressa in sterline e in euro, mentre quella in dollari ha dimostrato una certa volatilità, con maggiore positività nelle ultime sedute. Il quadro resta quindi incerto e un po’ di prudenza è consigliabile. Il future (19,5 dollari) è di nuovo sceso vicino ai minimi storici, poco distante da due supporti (a 19,12 e 18,7), che – se raggiunti – potrebbero far registrare improvvisi rimbalzi, soprattutto il secondo, il cui ruolo sarà decisivo.

QUOTAZIONI BASSE, GIACIMENTI IN ESAURIMENTO: PER ALCUNI ANALISTI E’ INVECE IL MOMENTO DI COMPRARE

Se i grafici sono ancora incerti, ben diversa la valutazione degli esperti del settore, per i quali è venuto il momento di acquistare argento, in base a una situazione storica quasi unica. La disponibilità di materia prima si sta fortemente riducendo, a causa soprattutto dell’esaurimento dei giacimenti, mentre la quotazione è scesa ai minimi rispetto al top storico: è sotto del 60%, mentre per l’oro la distanza è solo del 31% e per il platino del 35%. Ed è soprattutto nell’importante valore della quotazione rapportata all’andamento dell’inflazione a livello mondiale che l’argento dimostra una debolezza immotivata, tale da prevedere un riaggiustamento dei prezzi nel medio termine. Per ora i mercati negano questa visione. Una volta tanto potrebbero essere però loro ad avere torto.

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