Borse: movimenti, novità e consigli di acquisto. 

La giornata non è stata significativa sulle piazze europee, con il segno rosso prevalente, dovuto soprattutto alle attese per la riunione di domani della Fed, la Banca centrale statunitense, che potrebbe annunciare già per gennaio l’avvio della riduzione degli stimoli monetari all’economia statunitense.E’ il caso allora di cogliere l’occasione di una seduta di transizione per verificare la situazione di tre titoli molto cari agli investitori italiani, perché ottimi distributori di dividendi. Si tratta di Eni, Snam Rete Gas e Terna. Sui quali si può applicare la strategia di reinvestimento degli utili distribuiti, di cui spieghiamo le modalità in un altro articolo (leggi qui).

ENI (Isin IT0003132476 – sigla ENI)  - RENDIMENTO DEL DIVIDENDO: 5,2%

Il ripiegamento in corso dall’inizio di novembre apre interessanti prospettive per chi voglia posizionarsi su un titolo dall’ottimo rendimento prezzo/dividendo. Per Eni è una fase di debolezza in un trend rialzista in atto ormai da anni. Le attese di distribuzione degli utili restano buone e quindi un’entrata su ribassi consistenti è un’occasione da non perdere. Il problema è che il titolo ha un “range” molto stretto di resistenze e supporti. Una discesa verso i 15,3 euro (contro gli attuali 16,6 euro) potrebbe essere un ottimo livello di entrata e il deciso trend ribassista delle ultime settimane lo rende un obiettivo probabile.

Trend: ribassistaSupporti chiave: 16,15 / 15,7 e 15,3 euro – Resistenze chiave: 16,55 e 17,9 euro

SNAM RETE GAS (Isin IT0003153415 – sigla SRG) –  RENDIMENTO DEL DIVIDENDO: 5,2%

Un titolo ai massimi storici su cui è consigliabile entrare solo in presenza di un’inversione di tendenza pronunciata. Sul breve periodo la situazione resta contrastata: la tenuta dei 3,18/3,20 euro è decisiva (contro gli attuali 3,87 euro) e su tale livello un primo acquisto sarebbe interessante. Alcuni analisti vedono Snam a 4 euro sul medio termine, ma quanto più piace è proprio il “dividend yield” (rendimento da dividendo), destinato ad aumentare nei prossimi anni fino a un 6,6%. E si tratta di un risultato sostenibile nel tempo, perché la società non appare interessata a effettuare acquisizioni in altri Paesi, maggiore rischio per la tenuta degli utili nel tempo.

Trend: rialzista con fase di volatilitàSupporti chiave: 3,56 e 3,2 euro – Resistenza chiave: 4,05 euro

TERNA (Isin IT0003242622 – sigla TRN) –  RENDIMENTO DEL DIVIDENDO: 4,6%

Anche in questo caso il titolo è ai massimi storici e per Terna il giudizio è di fatto simile a quello di Snam. Una novità riferita al business può costituire un motivo di attrattiva in più. Riguarda la creazione di una linea elettrica privata tra Italia e Francia, capace di aprire le porte a un modo nuovo di concepire la rete nel nostro Paese, scelta di cui proprio Terna si avvantaggerebbe. Dal punto di vista dell’azione alcuni analisti formulano target a 3,9 euro e la debolezza delle ultime settimane è vista come un’occasione per un posizionamento, che potrebbe avvenire sui 3,39 euro (contro gli attuali 3,54 euro).

Trend: rialzista con fase di volatilitàSupporti chiave: 3,47 e 3,39 euro – Resistenza chiave: 3,6 e 3,7 euro

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