Chissà se Giambattista Vico avrebbe inserito le situazioni che si rincorrono nei mercati finanziari tra gli ‘accadimenti’ che si ripetono con le stesse modalità, anche a distanza di tanto tempo. Vivere per 76 anni a fine Seicento rappresenta sicuramente un caso non comune. Ed è questa sua lunga presenza terrena, in un periodo in cui la vita media era di gran lunga inferiore a quella odierna, ed ai suoi studi approfonditi, passati attraverso più specializzazioni, che dalla sua filosofia di vita è scaturita la convinzione che la storia si ripete continuamente. Seppure con fasi e cicli diversi. Nel comune pensare, egli viene accreditato della teoria dei corsi e ricorsi storici. E nei mercati finanziari, al di là della presenza o meno dei cicli economici, la ripetizione degli eventi è il vero alimento dell’attività che caratterizza i mercati stessi. A rendimenti nettamente in calo seguono tassi in rialzo e viceversa. Da mercati azionari crescenti si passa a cadute anche rovinose degli indici di Borsa. Spesso le variazioni di umore prescindono dalle prospettive stesse dell’economia. Basta un’ipotesi di guerra-lampo – Siria docet in questi giorni, ma quante altre in passato! – per scatenare il panico tra gli investitori.  Quasi meno 5% in due sedute per il listino italiano. Poi, d’improvviso, si scopre che la reazione è stata eccessiva e si tenta di recuperare le perdite subite, riportando la tensione nei mercati finanziari verso una pseudo normalità.

Situazione non dissimile a metà giugno scorso. Quando le voci di mercato iniziarono a caratterizzare gli scambi: la Federal Reserve non acquisterà più titoli di Stato e obbligazioni atipiche, non immediatamente ma in forma graduale. Va riconosciuto che la presenza della Banca Centrale americana ha permesso al mercato interno di non subire le perdite che si sono manifestate in area euro. Ma è pur vero che l’intervento a sostegno del cosiddetto Quantitative Easing 3 non avrebbe potuto essere mantenuto in eterno. Bene. In quel caso in meno di una settimana il calo dell’indice superò il 7%, a fronte di una notizia non certo inattesa. E le supposte crisi di Governo, che, in Italia soprattutto, sono all’ordine del giorno ogni mattina, o quasi? Giambattista Vico, forse, si spaventerebbe nell’assistere al ripetersi di situazioni complesse, con cadenza tanto ravvicinata. Altro che corsi e ricorsi storici. Qui si è di fronte a corsi e ricorsi continui! Ergo: se l’attività nei mercati si trasforma in vera e propria speculazione, anziché fuggire, spesso è meglio approfittare della caduta delle quotazioni!

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