Prosegue il calo delle principali materie prime (commodities), con performance negative in alcuni casi quasi esasperar. Per la maggioranza di esse l’annata è super negativa, al contrario di quanto varie banche di affari prospettavano a inizio anno  quando si parlava di possibile ripresa per alcune materie prime, complici anche fattori eccezionali, per esempio quelli climatici. Invece le cose sono andate diversamente. Settembre, in particolare, è stato pessimo, con un ritorno a livelli che non si vedevano dal 2009. Le agricole soprattutto hanno risentito di più del trend al ribasso. Il motivo? Il rafforzamento del dollaro incide pesantemente sul fenomeno, perché tra materie prime e biglietto verde c’è una cosiddetta correlazione inversa. Il che si accentua quando la valuta Usa ha iniziato una fase di forte consolidamento, per poi logicamente attenuarsi con il passare del tempo. Anche altri motivi gravano sulla debolezza delle commodities:  una domanda che non sale e un andamento climatico tutto sommato buono nelle grandi aree di produzione.

QUANTO HANNO PERSO DAL 2 GENNAIO 

Tutti i dati si riferiscono ai  “future”, strumenti finanziari con cui le commodities sono trattate sul mercato professionale (nella foto quotazioni  a Chicago a fine ottobre 2013). Iniziamo dalle agricole, di cui evidenziamo i cali con un confronto fra la quotazione del 2 gennaio e quella di chiusura del 23 settembre: il mais (corn) da inizio anno è sceso da 427 a 325 $, il grano (wheat) da 626 a 476 $, lo zucchero (sugar) da 20,9 a 15,7 $, l’olio di soia (canola) da 445 a 396 $ e i semi di soia (soyabeans) da 1055 a 936 $. Per i metalli industriali quadro negativo per rame (copper) passato da 3,36 a 3,03 $ e platino (platinum) calato da 1407 a 1333 $. L’oro naviga sugli stessi livelli, ma ha registrato un netto ritracciamento dai massimi di marzo, mentre un caso particolare riguarda l’argento, caduto da 19,55 a 17,77 $. In realtà questi dati sarebbero ancor più negativi prendendo in considerazione, per il confronto, non la data del 2 gennaio ma quella della quotazione massima registrata nel corso dell’anno, poiché alcune avevano fatto segnare un buon andamento nel primo semestre.

SOLO TRE  IN RIALZO NEL 2014

Bene si sono invece mossi cacao (da 2.659 a 3.297 $), caffè (da 122,8 a 180,9 $) e palladio (da 733,7 a 815,8 $), sebbene quest’ultimo stia registrando da due settimane un consistente calo. E ora? Il dollaro continuerà certamente a rafforzarsi sull’euro, ma forse attenuerà la corsa nei confronti dell’intero paniere delle altre valute. Ciò potrebbe costituire un motivo di rallentamento nella discesa delle materie prime, anche perché la legge della domanda e dell’offerta dimostra che sotto certi livelli si innesca automaticamente una controreazione. Da tempo la si attende. Quando partirà? Probabilmente il 2015 modificherà una situazione che qualcuno definisce insostenibile.

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