Se vi dicono di non investire sulle materie prime agricole ora sta arrivando il momento di non ascoltare. Nelle ultime giornate alcune commodities hanno registrato un’impennata delle quotazioni. E’ il caso quindi di fare il punto su questi mercati.

CAFFE’ - Un crollo iniziato a metà del 2011 non ha lasciato tregua, con quotazioni (relative agli US future) scese da un massimo di oltre 300 dollari a un minimo di poco superiore a 100 dollari del dicembre scorso. Ma dal 29 gennaio si è registrato uno scossone al rialzo per l’arabica, che ha riportato il prezzo non solo sopra la media mobile a 200 sedute ma anche – proprio oggi – oltre una resistenza abbastanza solida, situata a 138 dollari, nonché ai massimi degli ultimi otto mesi all’Ice di New York.

Aver ripreso in poco tempo parte consistente di quanto perso nel 2013 è una prova di forza, dovuta ai timori di siccità in Brasile. I margini di crescita sono rilevanti, ma il fatto che la reazione avvenga a causa di problemi atmosferici potrebbe determinare una reazione solo di breve periodo. L’effetto si è visto comunque sugli Etc quotati a Milano, con l’Etfs Leveraged Coffee in crescita del 7% nella seduta odierna.

ZUCCHERO –  Il suo caso è abbastanza simile a quello del caffè, sia nel trend delle quotazioni dei future sia nelle cause del rialzo dei prezzi che interessa sia la tipologia raffinata sia la grezza. Oggi l’US sugar future è cresciuto di oltre l’1%, confermando un corso in atto da alcuni giorni, che ha fatto guadagnare un dollaro, riportandolo sopra quota 16. Lo zucchero è in ritardo rispetto al caffè e ciò lo potrebbe pressare nelle prossime sedute.

L’Etfs sugar quotato a Milano non ha tratto beneficio dal rialzo, chiudendo in perdita dell’1%. Da notare che il Brasile è il maggiore produttore di zucchero del mondo, con una quota di circa il 20% sul totale mondiale, ma con un’incidenza ben maggiore sull’export (39%).

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