Dopo tanti sorrisi e molte promesse precedenti, oggi il presidente della BCE, Mario Draghi (nella foto) non ha mostrato particolare entusiasmo nell’annunciare un pacchetto di interventi a favore dell’economia reale, contro il rischio bassa inflazione (e non deflazione, come da lui stesso precisato). Nella conferenza del numero uno della Banca centrale europea sono state sostanzialmente annunciate queste misure:

● Riduzione del tasso primario di interesse allo 0,15%, rispetto al precedente 0,25%.

● Tassi sui depositi “overnight”, effettuati dalle banche, che passano in negativo allo 0,1%: significa che le banche dovranno pagare per il parcheggio di liquidità nelle 24 ore presso la stessa BCE.

● Nuove aste di liquidità definite “Tltro” (e non più Ltro) al sistema creditizio, di tipo a lungo termine, per un importo di 400 miliardi di euro con scadenze a 4 anni (settembre 2018), a condizione che la stessa liquidità venga poi riversata nell’economia reale.

● Un’operazione di acquisto dei cosiddetti Abs, cioè titoli garantiti da un sottostante composto di debito di imprese private e non appartenenti al settore finanziario, che richiederà però dei tempi di attuazione, con coinvolgimento da parte anche dei singoli Stati.

REAZIONI CONTRASTANTI

I mercati borsistici hanno nel complesso giudicato bene l’operazione annunciata dalla Bce (e stabilita all’unanimità da parte del suo consiglio), salvo il Dax di Francoforte, rimasto vicino alla pari per tutto il pomeriggio. Molti osservatori del mondo accademico hanno invece espresso riserve sugli effetti reali e sulle tempistiche del programma di acquisto di cartolarizzazioni di crediti aziendali. Draghi ha comunque fatto capire che si tratta di una prima serie di decisioni, cui ne seguirebbero altre, se le condizioni dell’economia europea non migliorassero.  

COSA POTREBBE SUCCEDERE AI VOSTRI SOLDI

Varie le ripercussioni ipotizzabili per gli investitori:

● CONTI CORRENTI -I tassi bancari negativi – per i depositi presso la stessa Bce da un giorno all’altro – potrebbero non avere contraccolpi rilevanti, perché già da qualche mese i relativi flussi stanno calando, ma un rischio – legato anche alla riduzione dei tassi di riferimento – è che ai clienti siano proposte condizioni altrettanto sfavorevoli, ovvero rendimenti con il segno meno per i conti correnti. Forse qualche istituto ci proverà, ma la possibilità che ciò si traduca in conseguenze reali è modesta, per gli inevitabili effetti svantaggiosi sotto il profilo commerciale. E’ pur vero che dovrebbe aumentare l’offerta di credito alle imprese e alle famiglie, proprio perché il tasso negativo spingerà a mettere a frutto i capitali disponibili da parte delle banche.

● CONTI DEPOSITO – Molto più probabile una riduzione dell’offerta di conti deposito, che vedranno inevitabilmente limare i rendimenti proposti.

● MUTUI – Per i mutui immobiliari la mini contrazione dei tassi inciderà pochissimo, anche perché la stragrande maggioranza dei prestiti di tale tipo è legata all’Euribor, sui cui l’influsso è più lento.

● BTPI – Draghi ha confermato che l’obiettivo della BCE è di raggiungere un tasso di inflazione al 2%, contro lo 0,7% previsto per il 2014. Un divario dell’1,3% non è poca cosa e si tradurrà in maggiore attrattività delle obbligazioni strutturate appunto sul costo della vita, a cominciare dai Btpi, indicizzati all’inflazione europea, e dai Btp Italia, legati a quella nazionale.

● VALUTE – Per gli investitori più dinamici si aprono nuove prospettive sulle valute extra euro, perché è probabile un indebolimento della nostra divisa. Già oggi si è immediatamente riscontrato rispetto al dollaro Usa, ma il trend potrebbe estendersi.

● FINANZIAMENTI BANCARI CON IMMOBILI A GARANZIA – Sempre per gli investitori intraprendenti si determinano condizioni di tassi più interessanti per il denaro preso a prestito dalle banche, dando in garanzia parte del proprio patrimonio mobiliare. Questa pratica riscuote una certa diffusione, ma ora il costo di una simile forma di indebitamento (comunque a breve termine) si riduce ulteriormente.

● TITOLI DI STATO – Difficile dire cosa succederà per i titoli di Stato. La maggiore probabilità è che i rendimenti di quelli tedeschi, i Bund, aumentino, il che contribuirebbe a ridurre ancor più il differenziale (il famoso spread) con i nostri Btp.

● BORSA – E infine la Borsa. Tutto dipenderà dal successo delle operazioni delle aste di liquidità da parte della Bce alle banche, per trasferirla all’economia reale. Così come dalla successiva cartolarizzazione (trasformazione in titoli obbligazionari) dei debiti delle imprese. Se la Banca centrale riuscirà a tradurla in effetti concreti se ne avvantaggeranno le piccole e medie aziende, su cui converrà investire rispetto alle grandi.

Comunque, speriamo che Draghi ce la faccia. Nell’interesse di tutti noi europei.

photo credit: European Central Bank via photopin cc