Continua a correre la periferia dell’Eurozona dopo le decisioni di giovedì scorso (5 giugno) della Banca centrale europea. Draghi è intervenuto con un mix di operazioni come il mercato si aspettava. Ricordiamo i punti salienti:

1-            taglio dei tassi ai nuovi minimi storici;

2-            prolungamento delle operazioni di rifinanziamento principale in modalità full allotment (piena soddisfazione delle richieste) sino a dicembre 2016;

3-            sospensione del programma di sterilizzazione SMP che lascerebbe sul mercato circa 165 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva;

4-            nuova Ltro (Targeted Long Term refinancing operation, TLtro) per un ammontare iniziale di 400 miliardi di euro.

Senz’altro quest’ultima mossa era quella più attesa dal mercato. Le banche dovranno indirizzare i fondi della BCE verso le imprese non finanziarie private e le prime due aste ci saranno a settembre e dicembre 2014, mentre la scadenza è prevista a settembre 2018. Si tratta di un piano a cui farà seguito poi il Credit Easing, ovvero l’acquisto di titoli cartolarizzati, di cui sono oggetto proprio i prestiti che le banche hanno elargito alle imprese.

L’ANELLO DEBOLE: IL RIACQUISTO DI TITOLI CON DENTRO I PRESTITI  ALLE IMPRESE  

Sebbene Draghi abbia cercato di infondere in ogni modo fiducia alle banche sul fatto che questo piano di acquisto di asset nei prossimi mesi ci sarà, abbiamo qualche dubbio sulla tipologia delle attività che la BCE andrà ad acquistare. Le banche potrebbero, infatti ritenere che fare prestiti alle imprese più in difficoltà aumenterebbe il rischio di credito dei portafogli bancari e che quindi tali crediti di bassa qualità difficilmente verrebbero acquistati dalla BCE. È lecito infatti che la Germania possa fare pressione affinché la Banca centrale non decida di mettersi in portafoglio asset di bassa qualità (di rating basso). Questo è l’anello debole del meccanismo di trasmissione di politica monetaria che la BCE ha presentato ieri.

AZIONI ITALIA E TITOLI DI STATO

Nel breve, comunque, il mercato della periferia (Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda) dovrebbe riuscire a strappare ancora performance positive. Il Ftse Mib potrebbe salire sino a 23.200 punti, ovvero i picchi abbandonati a maggio 2011.

Anche sul comparto governativo (titoli di Stato),potremmo vedere ulteriori limature ai tassi di interesse, ora già ai minimi storici.

Vincenzo Longo - Market Strategist IG Italia

Per ulteriori approfondimenti: http://www.ig.com/it/news-e-analisi-di-mercato

photo credit: European Central Bank via photopin cc