Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati.

E’ facile dire Cina, ma ben più difficile scegliere l’Etf che replichi questo mercato. Innanzi tutto occorre ricordare che si tratta, per quattro dei cinque disponibili in Italia, di prodotti che replicano gli indici azionari delle società cinesi quotate a Hong Kong e solo in un caso di un clone di azioni effettivamente presenti alle Borse di Shanghai e Shenzen. Bisogna inoltre prestare attenzione alle diverse valute dell’indice sottostante o di denominazione. Ne consegue un panorama complesso, da valutare attentamente, in funzione delle differenti caratteristiche. Ecco i cinque Etf quotati a Borsa italiana.

Amundi Msci China – Si basa sull’indice Msci China e replica l’andamento di società attive in Cina ma quotate all’Hong Kong Stock Exchange, conosciute dagli addetti ai lavori come “H shares” (Hang Seng China Enterprises Index). L’indice è in dollari Usa, ma la valuta di denominazione è l’euro (codice Isin FR0010713784). I dividendi sono capitalizzati. La performance da inizio anno è negativa (-5,3%), ma si tratta di un Etf abbastanza volatile.

DB X-Trackers Ftse China 25 – Il suo sottostante è l’indice Ftse/Xinhua China 25, relativo ai titoli cinesi che possono essere acquistati dagli investitori esteri: sono 25 società quotate alla Borsa di Hong Kong. L’indice è in HKD (dollari Hong Kong), ma la valuta di denominazione è il dollaro Usa (codice Isin  LU0292109856). I dividendi sono capitalizzati. La performance da inizio anno è negativa (-5,2%) e anche questo Etf ha una discreta volatilità.

DB X-Trackers CSI 300 Index – Il suo sottostante è rappresentato da azioni di tipo A quotate alle Borse cinesi di Shanghai e Shenzhen; si riferisce a quelle a maggiore capitalizzazione secondo una precisa metodologia, con revisione semestrale. Di fatto quindi è l’unico Etf che si riferisca a titoli realmente quotati in Cina. L’indice è in renminbi e la valuta di denominazione in dollari Usa (codice Isin LU0779800910). I dividendi sono capitalizzati. La performance da inizio anno è negativa (-8,6%) e la volatilità media.

Ishares China Large Cap – Anche in questo caso, come per il DB Ftse China 25, il sottostante è l’indice Ftse/Xinhua China 25, con le principali capitalizzazioni, ma prevede un limite per i singoli titoli, che non possono ottenere un peso maggiore al 10% del valore globale, per evitare un’eccessiva concentrazione. L’indice è in HKD (dollari Hong Kong), ma la valuta di denominazione è il dollaro Usa (Isin IE00B02KXK85). Distribuisce i dividendi trimestralmente. La performance da inizio anno è negativa (-7,3%), ma la volatilità risulta media.

Lyxor China Enterprise – Qui l’indice sottostante è l’Hscei (Hang Seng China Enterprises Index), come per l’Amundi. L’indice è in HKD (dollari Hong Kong), ma la valuta di denominazione è l’euro (Isin FR0010204081). I dividendi sono capitalizzati. La performance da inizio anno è negativa (-7%) ed è un Etf poco volatile.

HONG KONG E’ UN’ALTRA COSA

Spesso si confondono gli indici riferiti ad aziende cinesi quotate a Hong Kong con il listino Hang Seng, relativo sempre a Hong Kong. Quest’ultimo non comprende soltanto le cosiddette “H shares”, ma anche azioni straniere, per esempio di origine inglese e riferite a società che hanno attività nell’area.

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