Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati. 

La politica forza l’economia. E’ quanto sta accadendo in Cina, dove la scelta del Governo centrale è di mantenere la crescita del Pil al 7,2% annuo, per garantire l’occupazione e anzi per aumentare i posti di lavoro di 10 milioni ogni 12 mesi. Ciò avverrà soprattutto mediante due linee di sviluppo: i consumi interni e un piano ambientale, per affrontare le troppe forme di inquinamento atmosferico che condizionano il progresso economico.

IL CSI 300 OSSERVA E ATTENDE

Il più importante listino cinese, lo Shanghai Shenzhen CSI 300, da agosto si muove in una fase di assoluta lateralità, fra i 2250 e i 2500 punti. Di fatto è dall’inizio dell’anno che non ci notano segnali di un trend definito, sebbene sul lungo periodo il CSI 300 proceda in un canale ribassista, che l’ha portato dai massimi di 3787 punti del marzo 2009 agli attuali 2354 punti. Il ruolo trainante per le Borse mondiali sembra essersi spento, così come d’altra parte è successo per tutti gli altri Paesi appartenenti alla cosiddetta area BRIC (Brasile – Russia – India – Cina). Il vero problema attuale è la rotazione settoriale in atto, con l’avanzare di nuovi business e il calare di altri, transizione non ancora ben delineata.

COMPRARE O VENDERE?

Domani analizzeremo i vari Etf quotati sulla Borsa di Milano e relativi alla Cina. Oggi la domanda cui rispondere riguarda la convenienza o meno di puntare su un mercato che sta a guardare. Gli indicatori tecnici sono molto incerti. Il fatto stesso che in un anno la variazione si sia limitata a un +5% testimonia un’indecisione che ha origini lontane. Per esempio il parallelo indice di Hong Kong registra una divisione quasi al 50% fra analisti positivi o negativi. Davanti alla politica monetaria espansiva della Fed statunitense, a un dollaro debole e a un euro forte la Borsa cinese teme per le esportazioni. La scelta di favorire i consumi interni è l’inevitabile risposta. Il processo è però più lento di quanto il Governo speri e dichiari e il CSI 300 lo sa. Quindi balbetta, attenendo che il panorama dia finalmente segnali chiari – all’insù o all’ingiù – rispetto a un’economia che torna a essere sostenuta da scelte politiche. E questo non sempre ai mercati piace.

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