Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati.

In evidenza oggi gli Etf riferiti alla Cina. E’ l’effetto dell’ottimo andamento delle Borse di quel Paese, conseguenza a sua volta delle decisioni politiche comunicate nel week-end. Rally a Hong Kong (+2,73%) e Shanghai Shenzhen (+3,33%), dopo le riforme economiche annunciate dal Governo di Pechino, con lo stop agli incentivi per il figlio unico e l’apertura agli investimenti dei privati, ma soprattutto con l’approvazione di una maggiore disponibilità nei confronti della convertibilità del renminbi.

QUELLA VERA RIMBALZA DI PIU’

La Borsa di Shanghai Shenzhen è scattata di 78 punti in una sola giornata, tornando sopra i 2400 punti, con un’accelerazione che non si vedeva da molto tempo. Certamente è importante che ora avvenga la rottura al rialzo del canale ribassista avviatosi ad aprile del 2011. Da allora sono stati persi quasi 1000 punti. Ed è da questa Borsa che giunge l’indizio più significativo di vigore del sistema cinese, perché rappresenta l’energia vera dell’economia locale. Che qualcosa si stesse muovendo in senso positivo lo dimostrava d’altra parte la vitalità dei titoli di aziende cinesi quotate a Wall Street, che da alcuni mesi sono in pieno risveglio, dopo anni di torpore.

TRE SALGONO DI OLTRE IL 2,8%

Fra gli Etf riferiti alla Cina, di cui abbiamo ampiamente dettagliato le caratteristiche in un precedente articolo, oggi hanno dato maggiori segnali di forza il DB X-Trackers Csi 300, l’unico della pattuglia a rappresentare realmente il listino di Shanghai Shenzhen (+3,36%), il Lyxor Etf China Enterprise, che come sottostante l’Hang Seng China Enterprises Index di Hong Kong (+3,27%) e l’Amundi Msci China (+2,89%). Se il risveglio proseguirà nei prossimi giorni, la Borsa cinese potrebbe risultare la prima del contesto dei BRIC a ritrovare vitalità dopo una fase difficile, che ha coinvolto tutti i grandi mercati dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, frenando a sua volta anche le economie minori, soprattutto dell’area asiatica.

photo credit: Aaron T. Goodman via photopin cc