Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati.

Capita poche volte di trovare consonanza fra gli Etf che si mettono in maggiore luce nella stessa giornata di Borsa. Oggi invece è accaduto, con un risveglio in realtà inatteso del mondo medio orientale, più in particolare la Turchia (nella foto Istanbul e il Bosforo) e africano. Due contesti spesso trascurati dagli investitori italiani, in particolare sul secondo fronte. Non si è trattato di un rimbalzo consistente, ma in una giornata incolore, per l’attesa delle prossime mosse della Fed in relazione agli acquisti mensili di bond, è stato l’emergente a dare segnali positivi.

I DUE AFRICANI  

Si tratta di Lyxor Pan Africa, in rialzo dell’1,27%, e di Lyxor South Africa Jsetop 40, in crescita dell’1,16%.  Nel primo caso è un Etf con sottostante l’indice azionario SGI Pan Africa, composto da titoli quotati su mercati africani e di società che svolgono in via principale attività nel Continente. Da un punto di vista geografico, l’indice si compone, per un terzo, di azioni di società della Repubblica Sudafricana, per un altro terzo di aziende quotate o che hanno il loro business nei Paesi del Nord Africa e per l’ultimo terzo di società che svolgono attività nell’Africa subsahariana, esclusa la Repubblica Sudafricana. Per ciascuna di queste tre zone vengono selezionati i dieci titoli con maggiore capitalizzazione, fermo restando che nessun componente dell’indice può superare il 10%. Il Pan Africa vive in una fase di stasi ormai da alcuni mesi e solo il superamento degli 8 euro di quotazione darà un segnale di risveglio effettivo (oggi chiusura a 7,955 euro, quindi a ridosso di tale resistenza). L’altro Etf, sempre di Lyxor, rispecchia invece i trend delle 40 principali società del Sud Africa, quotate alla Borsa di Johannesburg. Anche in questo caso la tendenza è di una prolungata lateralità, in corso da due anni.

I DUE TURCHI 

In questo caso i due Etf sono l’Ishares Msci Turkey (+1,06%) e il Lyxor Turkey (+1,03%). La Borsa turca, se analizzata su un periodo corto (da inizio anno), non fornisce indicazioni di un trend chiaro. Da maggio in particolare è iniziata una fase di debolezza, che ha portato l’indice sotto il livello degli 80.000 punti, su cui sembra voler permanere (oggi ha chiuso a 75.381 punti, in rialzo dell’1,2%). Un esame su lungo termine è invece molto più favorevole, poiché tutte le vicende politiche degli ultimi mesi hanno inciso davvero poco sul listino turco, rimasto non lontano dai massimi storici. La debolezza della locale lira ha certamente aiutato le esportazioni dell’industria nazionale: scambia infatti ai minimi storici contro l’euro, rafforzando l’economia in un quadro generale tutt’altro che privo di incertezze.

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