Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati.

L’analisi tecnica è rigorosa: nella fase attuale se l’oro resta sopra la media mobile a 200 giorni, equivalente a un valore circa 1325 dollari l’oncia, c’è speranza che regga. In caso contrario inizia una fase ribassista. Oggi è scattato l’allarme, con il definitivo abbandono di tale livello e soprattutto con una pressione all’ingiù accentuatasi in corrispondenza dell’apertura di Wall Street. L’effetto è stato immediato per gli Etf legati a questo metallo prezioso e per i titoli delle cosiddette società aurifere, tutti con segno negativo.

IL CONFRONTO PROSEGUE

In realtà il quadro non è così delineato come potrebbe sembrare. Da un’analisi delle posizioni aperte sulle relative opzioni – strumenti finanziari utilizzati soprattutto dagli operatori professionali – si rileva che la situazione è ancora contrastata, con uno scontro aperto fra rialzisti, identificati con il termine Tori, e ribassisti, conosciuti come Orsi. Analizzando gli Etf quotati a Milano le coseguenze di quanto è avvenuto nelle ultime ore sul fronte dei future, contratti a termine standardizzati con cui si negoziano le materie prime, sono state marginali: il DB Physical Gold ha perso solo lo 0,21%, l’Etfs Gold lo 0,16% e l’Etfs Physical Gold lo 0,35%. Tuttavia l’Etfs Daily Short Gold, che trae profitto dalle pressioni al ribasso, è salito dello 0,59%. Occorre ricordare che tale Etc consente di ottenere una performance su base giornaliera inversa rispetto a quella registrata dall’indice “long”, cioè rialzista, che nel caso specifico è il Dow Jones Ubs Gold Subindex.

E ORA CHE FARE?

Se l’analisi tecnica dice di liberarsi dalle posizioni long (al rialzo) sull’oro, altri indicatori sono meno netti. In realtà una divergenza sull’Rsi, strumento molto utile per verificare l’andamento di qualunque strumento finanziario, e riferito al prezzo dell’oncia in dollari, ha dato un segnale di vendita già il 29 ottobre, poi confermato dai movimenti dei giorni successivi. Una definitiva prova di un trend negativo si incontrerà però solo sotto i 1272,5 dollari. Allora scatterà un vero SOS, perché la discesa potrebbe diventare uno slalom da pista nera.

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