Movimenti, novità e consigli di acquisto sul mercato degli strumenti finanziari quotati.

L’argento brilla e l’oro sale ancora e supera le previsioni delle ultime settimane. Parliamo prima dell’oro: che un rimbalzo – da un punto di vista di analisi tecnica – fosse prevedibile lo avevamo anticipato in questa rubrica il 15 ottobre. Da quel giorno è passato da 1275 dollari l’oncia ai 1354 di oggi (+6,2%). Un’ulteriore salita è possibile, ma i margini di crescita si stanno restringendo. Tutto dipende da dollaro e “tapering”, termine con cui si identifica la conclusione della politica monetaria espansiva da parte della Fed statunitense. Al primo segnale che la debolezza della valuta d’oltre Oceano starà per terminare e che gli aiuti della Banca centrale al sistema economico saranno prossimi a rallentare, l’oro ne risentirà negativamente. Intanto meglio sfruttare il ritorno oltre i 1300 dollari, spartiacque più psicologico che tecnico, per progressivi alleggerimenti su posizioni aperte. Il supporto chiave è comunque posizionato a 1270 dollari.

LE STIME DEGLI SPECIALISTI SONO PER UN RIBASSO

Société Generale, in un suo report, vede l’oro per fine anno a 1200 dollari, con un proseguimento della fase di debolezza a 1125 dollari nel 2014 e a 1100 nel 2015. Barclays è più possibilista nel breve termine, ma lo prevede poi a 1190 dollari nel 2015. Altri analisti sono ancora più pessimisti e predicono un vero e proprio crollo già nel corso del prossimo anno, con una discesa sotto i 1100 dollari. Un’unanimità si registra comunque: nessuno ipotizza trend al rialzo entro il 2014.

RISALE LA VOLATILITA’ SULL’ S&P E L’ARGENTO SI FA RIVEDERE

Fra queste due diverse componenti non c’è alcuna relazione. Il caso, più che un nesso, vuole che oggi, mentre la volatilità dell’indice statunitense S&P 500 – termometro degli umori dei mercati borsistici – risale verso quota 15, limite di separazione fra deciso ottimismo (quando si è sotto) e primo segnale di incertezza (quando si è sopra), l’argento torni a superare i 23 dollari, il che non fornisce alcun segnale decisivo. Intanto i relativi Etc, quotati alla Borsa di Milano, sono stati oggi protagonisti assoluti: +4,4% l’Etfs Daily Leveraged Silver (con replica a leva), +2,4% l’Etfs Physical Silver (con possesso fisico del metallo), +2,37% l’Etfs Physical Silver  Euro Hedged (con possesso fisico del metallo e cambio protetto sul dollaro) e +2,07% il DB Physical Silver Eur (con possesso fisico del metallo).

Una rondine non fa però primavera! Le quotazioni dell’argento non sono viste in rafforzamento, perché strettamente correlate con l’oro. Se per i prossimi mesi i 20 dollari l’oncia resteranno il punto di riferimento, nel lungo termine un indebolimento strutturale non può essere escluso. E per gli altri metalli preziosi quali sono le previsioni? Ne scriveremo domani.

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