Meno mercati emergenti, meno materie prime e più Giappone, più Stati Uniti e in generale più titoli growth (a maggiore potenziale di crescita). Queste le principali scelte di portafoglio adottate da Carmignac Gestion, la società di investimenti famosa nel mondo per il suo fondo bilanciato Carmignac Patrimoine, arrivato a sfiorare i 29 miliardi di euro in gestione.

Ma procediamo con ordine. Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo, uno dei temi di investimento più cavalcati dai gestori di Carmignac gestion negli ultimi anni, nel comparto (fondo) azionario internazionale Carmignac Investissement c’è un sostanziale azzeramento delle esposizioni alle valute emergenti e una riduzione degli investimenti nelle società e nei Paesi emergenti giudicati più vulnerabili in una situazione di minore liquidità come l’attuale. Sono state rafforzate invece le posizioni nei titoli growth (cioè a più alta crescita) con una buona visibilità: principalmente grandi società europee come Novartis e SABMiller ma anche statunitensi come Yum!Brands, Mead Johnson, Microsoft o Las Vegas Sands.

I gestori del comparto Carmignac Investissement guardano ora con maggiore favore alla Borsa di Tokyo e a Wall Street. Il Giappone è il paese sviluppato con il tasso di crescita più elevato, mentre il suo mercato azionario è valutato ad appena 13 volte i profitti previsti per il 2014, molto al di sotto della media storica. I gestori puntano sul rilancio del programma nucleare giapponese con l’inserimento in portafoglio di Kansai Electric Power e Kyushu Electric Power. Nella distribuzione, invece, è stata aperta una posizione in Seven & I Holdings e ridotta quella in Toyota Motors.

Anche la crescita statunitense è stata seguita portando al 10% del patrimonio di Carmignac Investissement la quota di azioni di Wall Street. In particolare sono state aperte alcune posizioni in AIG (assicurazioni) e in Starwood Hotels, mentre è stata rafforzata quella in Comcast (operatore tlc via cavo) è stata rafforzata. E’ stata invece liquidata la posizione in Morgan Stanley, mentre è stato ulteriormente alleggerito, fino al 3,2% del portafoglio di Carmignac Investissement, il settore minerario e dei materiali.

Carmignac Gestion ha ridotto l’investimento nei mercati emergenti anche nell’ambito del reddito fisso: in particolare il peso dei titoli di Stato dei Paesi emergenti di Carmignac Patrimoine si attesta soltanto all’1,5 % a fronte del precedente 8,5%.

Ma anche la quota di titoli di Stato dei Paesi sviluppati è stata ridotta dal 15% al 10,6%, mentre l’investimento di Carmignaca Patrimoine in obbligazioni corporate (emesse da società) si è mantenuto quasi stabile al 27%, a fronte del 29% del trimestre precedente.

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