Dalla Borsa di Milano e da quelle di tutto il mondo un titolo in evidenza.

Proseguono le buone notizie dalla Borsa di Milano, che anche oggi sale in un clima generale molto positivo. Le vere chicche non si trovano però sul Ftse Mib (+0,89%), cioè sul listino principale. Vanno scovate fra le piccole capitalizzazioni, capaci di riservare performance semplicemente eccezionali. Un esempio riguarda un titolo conosciuto soprattutto dagli addetti ai lavori, Ambienthesis, in crescita nella seduta odierna di oltre il 19% e che da inizio anno segna un +100%.

SETTORE EMERGENTE

La società è specializzata in attività di bonifica e risanamento ambientale e dispone della più grande piattaforma per il trattamento di rifiuti pericolosi e non, con una capacità autorizzativa di oltre 500.000 ton/anno. Gli azionisti di maggioranza sono le società Blue Holding spa (51,6%) e Gea srl (14,4%). Sul mercato è disponibile il 18,339% del capitale. Nel corso del 2012 i ricavi netti consolidati sono stati pari a 68 milioni di euro e l’esercizio si è chiuso con una perdita di 3 milioni di euro.

Il motivo del forte balzo odierno in Borsa dipende da una sentenza del Tar Lombardia, in realtà riferito a T.R. Estate Due srl, legata commercialmente ad Ambienthesis. La prima dovrà essere risarcita da Regione Lombardia per un importo di 20,4 milioni di euro, riguardo alla bonifica di un’area di Pioltello. Tale importo è di fatto un credito a vantaggio di Ambienthesis.

DOVE E’ QUOTATA

Sul mercato MTA di Borsa Italiana, con codice Isin IT0001042297 e sigla ATH.

L’ANALISI TECNICA

La quotazione di oggi di 0,5995 euro comporta una performance da inizio anno del 100%, ma su un grafico a lungo termine è poca cosa rispetto ai 3,24 euro dell’aprile 2007, massimo da cui è iniziato un rovinoso crollo fino ai minimi di 0,28 euro del gennaio 2013. Da settembre i primi segnali di risveglio. Nell’arco di due mesi il titolo ha corso a perdifiato, con un’accelerazione nelle ultime sedute. In realtà l’analisi tecnica non è molto significativa per un’azione con uno storico anomalo. La resistenza di 0,51 è ormai stata superata e una seconda – molto fragile – potrebbe essere identificata nei 0,66 euro. Ulteriori margini di crescita non sono identificabili graficamente, ma è il caso di segnalare che proprio a fine ottobre – prima del balzo degli ultimi giorni – si erano verificate alcune divergenze riferite a indicatori quali Cci e Rsi, cioè segnali di vendita, che le vicende esterne, riguardanti la sentenza del Tar, hanno del tutto annullato.

photo credit: Paolo Margari via photopin cc