E’ assieme a poche altre l’azione più “amata” dagli italiani, una sicurezza grazie alla stabilità dei corsi e alla buona distribuzione di dividendi. Il 2014 è stato particolarmente positivo per Eni in Borsa, ma da qualche tempo il segno meno ha il sopravvento, a causa delle difficoltà dei mercati e delle indagini per presunti atti di corruzione in Nigeria. In realtà la seconda ragione appare trascurabile in un settore, quello del petrolio, in cui eventuali prassi di tale tipo sono imposte dalle controparti per concedere diritti operativi. Il calo di Eni trova quindi origine quasi esclusivamente in una fase di forte incertezza delle Borse per vari motivi.

LUNEDI’ PROSSIMO LO STACCO DI 0,56 EURO

La debolezza attuale va sfruttata come un’occasione di acquisto, in previsione dello stacco cedola ordinaria di lunedì prossimo 22 settembre, con pagamento il 25? Gli 0,56 euro che verranno pagati agli azionisti si aggiungono agli 0,55 euro dello scorso maggio, con un “dividend yield” (rendimento da dividendo) del 6%, in presenza di un rapporto rischio/rendimento molto favorevole. L’unico problema è valutare se un acquisto all’attuale quotazione di 18,6 euro è conveniente oppure no.

Il titolo ieri si è appoggiato in giornata sul supporto dei 18,48 euro, abbastanza decisivo per la tenuta futura, per poi chiudere sui 18,59 euro (-1,01%). Ad agosto il livello era stato forato al ribasso per alcune sedute, con un successivo rimbalzo fino a 19,5 euro. I prossimi due giorni (oggi e domani) sono quindi decisivi per valutare il comportamento di Eni, che comunque sui livelli attuali già garantisce un “dividend yield” più che soddisfacente. Da luglio l’azione ha confermato una prevalente debolezza, a causa anche delle complesse vicende geopolitiche riferite a Paesi esportatori di petrolio.

Da un punto di vista grafico la media mobile a 200 sedute – importante per determinare la forza o meno di un titolo – è comunque lontana e quindi Eni ha prospettive di restare nell’area positiva, cioè superiore a tale tracciato. Per ora vale la pena incassare gli 0,56 euro. Poi si vedrà!

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