Dalla Borsa di Milano e da quelle di tutto il mondo un titolo in evidenza. 

Ci si poteva aspettare che, dopo la corsa in Borsa iniziata ad agosto, con un “rush” straordinario che l’ha vista passare in poche settimane da 0,11 euro al massimo di 0,292 (18 ottobre), l’azione Reno De Medici potesse subire pressioni al ribasso. Il trend positivo invece prosegue, sebbene si sia registrato un inevitabile storno nell’ultima decade di ottobre. Poi il titolo è ripartito all’insù e ancora oggi ha fatto registrare a Milano – in una giornata negativa per i listini milanesi – un segno più. Intanto la performance su un anno supera il 100%.

PERCHE’ L’ABBIAMO SCELTA

Primo produttore italiano e secondo europeo di cartoncino ricavato da materiale riciclato, Reno De Medici ha chiuso i primi nove mesi dell’anno in utile e con ricavi e margini in crescita. Il profitto netto è stato pari a 0,4 milioni di euro, contro una perdita di 7 milioni dell’anno precedente. I ricavi netti si sono attestati a 353,9 milioni (348,8 milioni nei primi nove mesi del 2012) e l’Ebitda è stato pari a 24,8 milioni, con un indebitamento finanziario calato a 85,1 milioni. In una sua nota la società ha precisato che “sulla base del soddisfacente livello degli ordinativi, cui si aggiunge la stabilità dei prezzi delle materie prime e delle componenti energetiche, l’evoluzione della gestione per il quarto trimestre del 2013 si prospetta in linea con quanto registrato nei trimestri precedenti”. L’anno si chiuderà quindi in utile e questo è un buon segnale per il prossimo futuro.

DOVE E’ QUOTATA

L’azione è quotata alla Borsa di Milano (segmento Mta) con Isin IT0001178299.

L’ANALISI TECNICA

E’ sui massimi dal 2008, ma la repentinità del rimbalzo avviatosi ad agosto non ha precedenti per questo titolo, il cui indice di forza relativa è ora elevato. In questa fase trova una resistenza (0,2675 euro) molto vicina alla quotazione odierna e solo uno scivolamento sotto i supporti di 0,258 e poi di 0,255 costituirebbe un reale segnale di debolezza. E’ indubbio che la corsa è stata quasi eccessiva e che una fase di consolidamento – già in parte realizzatasi – era inevitabile.

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