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Mentre la legge di Stabilità per il 2014 impone lacrime e sangue ai cittadini e soprattutto a quelli più abbienti, il governo – secondo voci raccolte in ambienti vicini a Palazzo Chigi – avrebbe messo a riserva un importo da 3 a 5 miliardi di euro per salvare MPS. L’indiscrezione, raccolta da GenteMoney.it, sarà naturalmente smentita, ma trova un’indiretta conferma nelle parole del presidente della banca senese Alessandro Profumo (nella foto). Intervistato dal quotidiano La Repubblica ha ammesso: “Senza ricapitalizzazione per ripagare i Monti Bond la nazionalizzazione è certa”. Nel qual caso lo Stato dovrebbe intervenire con denaro fresco, già accantonato dal Tesoro per un sostegno d’emergenza.

AUMENTO DI CAPITALE, MA…

I vertici della Banca puntano a fare presto per la ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro, approvata dal consiglio di amministrazione, prevista – salvo sorprese – per gennaio 2014. I motivi della fretta sono vari: risparmio sugli interessi da pagare allo Stato per i cosiddetti Monti Bond, titoli subordinati e convertibili in azioni, sottoscritti a inizio anno dal Tesoro per rafforzare i coefficienti patrimoniali della banca; anticipo rispetto ad altre operazioni dello stesso tipo che interesseranno diverse banche; timori di una crisi politica in Italia, con ripercussioni sui titoli di Stato e quindi sulla solidità dello stesso istituto senese. La realtà che uscirà dall’operazione è oggi indefinibile, nel senso che è impossibile prevedere cosa accadrà del 33,4% della quota detenuta dalla Fondazione MPS, che sta alle spalle della banca, mentre circolano sempre più indiscrezioni sul possibile partner estero interessato a partecipare all’aumento di capitale: il fatto stesso che Unicredit e Intesa Sanpaolo non abbiamo aderito al consorzio di garanzia, guidato da UBS, potrebbe essere una conferma che i giochi sono già stati decisi. Ciò non esclude che lo Stato abbia voluto prevedere un paracadute in caso l’airbag ricapitalizzazione non scattasse.

DOVE E’ QUOTATA

Il titolo Banca Monte Pachi Siena è quotato alla Borsa di Milano con Isin IT0001334587 e codice BMPS.

L’ANALISI TECNICA

In presenza di un aumento di capitale è difficile formulare ipotesi di andamento della quotazione di un titolo. Profumo nell’intervista ha ammesso che, senza ricapitalizzazione, il prezzo di Borsa tenderebbe verso lo zero. Un po’ di pressione mediatica è utile in questi casi, ma indubbiamente il quadro grafico dell’azione è improntato al ribasso. Un utile punto di riferimento consiste nella verifica di quanto avvenne in occasione del precedente aumento di capitale nel luglio 2011. Allora la quotazione crollò da 0,7 a 0,42 euro nell’arco di poco tempo. Nei due anni successivi la fase di indebolimento è proseguita, con una caduta fino agli attuali 0,18 euro. Il supporto di 0,162 euro corrisponde con il minimo storico. Un ulteriore ribasso sotto questo livello di guardia sarebbe un segnale assolutamente negativo.

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