Dalla Borsa di Milano e da quelle di tutto il mondo un titolo in evidenza. 

Di Ipo – offerte di azioni di società che vanno in Borsa – quest’anno se ne sono viste poche. In attesa di quella dell’americana Twitter, il cui sbarco a Wall Street avverrà giovedì, con un prezzo previsto superiore alla “forchetta” inizialmente anticipata di 23-25 dollari, una certa attenzione va riservata alla francese Numericable, operatore di pay tv, servizi Internet e telefonia fissa via cavo, di cui una quota dal 25,5 al 29,4% è ceduta dai private equity Carlyle e Cinven. L’operazione, in corso dal 28 ottobre, si concluderà l’8 novembre, con l’inizio delle quotazioni a Euronext Parigi (nella foto la sede della Borsa francese). L’intervento servirà anche ad alleggerire il debito della società, stimato sui 2,5 miliardi di euro, nonché a finanziare lo sviluppo delle connessioni in fibra ottica.

PERCHE’ L’ABBIAMO SELEZIONATA

Il prezzo dell’offerta si tradurrà in una valorizzazione della società fra 5,1 e 5,56 miliardi di euro, equivalente a 8,6 volte l’Ebidta 2012. E’ un dato meno competitivo rispetto a quello, per esempio dell’operazione condotta da Vodafone in primavera per l’acquisizione dell’operatore tedesco Kabel. Alcuni analisti delle telecomunicazioni ritengono che ciò sia dovuto al fatto che la rete in fibra ottica, offerta da Numericable, è un elemento qualificante per la società: consente migliori tempi di adeguamento alle richieste della clientela.

In realtà il motivo per cui Numericable è stata scelta nell’ambito di questa rubrica non è di natura tecnica, ma puramente speculativa: intorno all’azienda ronzano i pretendenti. Già si parla di interesse per un takeover da parte di due importanti gruppi transalpini. Che Vivendi (attraverso la Sfr), o Bouygues Telecom, entrambi attivi nella telefonia mobile, nell’Adsl e nella tv via cavo. Il vero valore sta proprio in questo: dal confronto dei due concorrenti per conquistare Numericable – il cui fatturato è comunque di 1,3 miliardi di euro – è probabile che nasca una rivalità di cui possono trarre vantaggio solo i piccoli azionisti. Un caso, quindi, che merita attenzione.

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