Talvolta qualche azione si perde nel dimenticatoio di un mercato sovraffollato di titoli di ogni tipo. Anche quando la società è in buone condizioni di salute, opera in un settore di business solido e distribuisce dividendi molto interessanti. Un esempio? Ensco (quotata a New York con sigla ESV). Sede a Londra, questa società è specialista di perforazioni petrolifere in acque profonde. Un settore importante, ma che ha subito negli ultimi anni la concorrenza del cosiddetto “shale oil”, cioè del greggio estratto dalle sabbie rocciose. Ensco è il secondo maggiore operatore di trivellazioni al mondo, con un’elevata diversificazione geografica della sua presenza, dal Golfo del Messico al Sud est asiatico, dal Mar Mediterraneo all’Australia. L’attività si svolge con contratti quotidiani relativi alla fornitura di piattaforme e personale per perforazioni a elevata profondità.

FATTURATO IN FORTE CRESCITA

Dal 2008 a oggi il fatturato è aumentato da 2,2 a 4,7 miliardi di dollari, con un portafoglio contratti esploso. Tutto questo non si è tradotto in un miglioramento della quotazione di Borsa. Dal 2005 a oggi il titolo è rimasto fra i 40 e i 60 dollari, con un superamento fino a 89 nel 2008 e un calo sotto i 25 alla fine del 2008 e all’inizio del 2009. Un’azione quindi piuttosto stabile. E un po’ dimenticata, sebbene…

GARANTISCE UN OTTIMO DIVIDENDO

Appunto dimenticata, ma pagatrice di  un “dividend yield” (rendimento da dividendo) del 5,8%, pur con un “payout ratio”, cioè rapporto fra utili conseguiti e utili distribuiti (tanto più è alto e maggiore è l’erogazione agli azionisti), non elevato, soprattutto in confronto alla media delle altre società del settore: per esempio Seadrill, Diamond Offshore Drilling e Transocean. La scelta dipende dalla decisione della società di investire risorse nel rinnovo delle attrezzature, che in Ensco hanno un’età media di 3,6 anni contro i quasi 30 del parco mondiale.

AI MINIMI DELL’ULTIMO ANNO

Il titolo quota attualmente 51,5 dollari, ai minimi dell’ultimo anno. Il trend è discendente, ma un fattore positivo riguarda l’incremento di dividendi distribuiti: nel 2013 hanno raggiunto il valore dei 2,25 $, contro l’1,5 $ dell’anno precedente. Il progresso è stato continuo e i margini di crescita non sembrano finiti. Negli ultimi trimestri la società ha sempre prodotto utili, con margini operativi superiori al 25%. E’ possibile che, in presenza di una correzione globale dei mercati, il titolo scenda ancora. Graficamente c’è spazio per un ribasso a 44,4 $, ma è possibile una fase di assestamento e poi di lateralità sui 47 $, non fosse altro perché il “dividend yield” salirebbe vertiginosamente. La debolezza degli ultimi mesi e il fatto di essere scesa sotto il supporto dei 51,7 $ non depongono a favore di quest’azione nel breve termine, ma noi la promuoviamo lo stesso ad “azione del giorno”, perché i fondamentali sono buoni, il business solido e la distribuzione di dividendi più che interessante.

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