E’ una delle big americane del settore petrolifero, ma soprattutto ha – dal punto di vista borsistico – un interessante p/e/ (price/earnings) cioè rapporto fra prezzo e utili. Chevron si colloca vicina al rapporto ottimale, stimato dagli analisti attorno a 8/9, attestandosi a 9,6, il migliore in assoluto nel settore delle oil compagnie d’oltre Oceano. Conoco Phillips supera 10, collocandosi a 10,4, mentre Exxon Mobil lievita a 12,8.

Di tutte e tre Chevron presenta quindi una quotazione ancora competitiva, che potrebbe salire nei prossimi anni. Nella fase attuale si muove sui minimi delle ultime 52 settimane, ma il suo grafico mette in luce un pendolarismo ideale: procede infatti fra un minimo di 117 $ e un massimo di 125 $. L’ha fatto quattro volte, cui si aggiungono due movimenti intermedi meno pronunciati.

PERFETTA PER IL TRADER , PERFETTA PER CHI GUARDA AL LUNGO TERMINE

Proprio questa peculiarità rende Chevron un’azione ideale per chi ha strategie di trading non troppo esasperato e allo stesso tempo per chi punta su un investimento per guadagnare nel tempo. Proprio venerdì la società annuncerà l’ultima trimestrale 2013, che potrebbe o meno ridare slancio al titolo.

Il management è abbastanza prudente e persegue incrementi progressivi della produzione di greggio, con l’effetto della classica tecnica del lento ma continuo consolidamento della distribuzione di dividendi. Attualmente paga un 3,2% di “dividend yield”, ma il fatto significativo è che si è sempre registrato un persistente progresso negli ultimi 26 anni. Ciò rispecchia la strategia tipica delle grandi corporate americane di assicurare un trend al graduale rialzo del rendimento del dividendo, per piacere soprattutto ai fondi pensione.

UN MODELLO DI BUSINESS

Gli specialisti di oil companies ritengono Chevron un perfetto esempio di organizzazione operativa, con una produzione di circa 2,6 milioni di barili di petrolio al giorno, cui si aggiunge un’intensa attività nel campo del gas. La società, che è il frutto della fusione fra Chevron e Texaco nel 2001, con l’integrazione nel 2005 di Unocal, ha puntato anche a una diversificazione del business, sviluppando la presenza in campo carbonifero. Tuttavia sta soffrendo per alcune complesse vicende in Nigeria, capaci di comportare il pagamento di una pesante multa. Ciò potrebbe deprimere il titolo nel breve termine, ma la solidità del gruppo è fuori discussione. Gli analisti esprimono target (obiettivi) di prezzo fra 132 e 145 dollari. In altre parole confermano: lenta ma regolare crescita.

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