Facebook a 34 dollari, prezzo di chiusura di venerdì 26 luglio dopo l’esplosivo +26% del giorno prima, è la rivincita di Mark Zuckerberg, il fondatore del primo social network del mondo, nei confronti degli analisti che non hanno creduto nel suo business e di quelli che ne hanno clamorosamente sottostimato la crescita recente.

Il balzo del fatturato (oltre +50%) e degli utili (19 centesimi per azione contro una previsione di 14) sono stati spinti dalla pubblicità, in particolare dal nuovo modello di avertising sugli smartphone. Risultati tanto migliori delle più rosee aspettative hanno completamente sorpreso il mercato, determinando il balzo della quotazione al Nasdaq dopo la pubblicazione dei dati trimestrali.

Per Facebook è anche una rivincita sugli altri nomi planetari della tecnologia che sino a ieri gli sono stati preferiti anche dagli investitori: Google e Apple. Da inizio anno la performance di Facebook sfiora il +30%, meglio di Google (+25%) e nettamente meglio di Apple, che dal primo gennaio scorso ha addirittura perso (-17%).

Certo l’attuale valore della società di Zuckerberg è ancora inferiore ai 38 dollari, prezzo al quale Facebook fu collocata al Nasdaq il 17 maggio del 2012. Ma dal minimo di 17,729 fatto segnare il 4 settembre dell’anno scorso la quotazione è più che raddoppiata, premiando alla grande chi aveva scommesso nel recupero.

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