Vola il biglietto verde dopo i dati sul mondo del lavoro statunitense. Secondo i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics (BLS), a gennaio sono stati creati 257 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, ben oltre la media delle aspettative degli analisti (+228 mila). Il tasso di disoccupazione è salito al 5,7% (dal 5,6%), complice una crescita del tasso di partecipazione al lavoro (passato al 62,9% dal 62,7%). Straordinarie le revisioni al rialzo dei mesi precedenti (novembre rivisto al rialzo da +353 mila a +423 mila, dicembre da +252 mila a +329 mila). Nel complesso, la crescita cumulata degli ultimi tre mesi è stata pari a 1 milione di posti di lavoro ed risulta essere la più alta da oltre 17 anni, mentre il singolo dato di novembre è il migliore da maggio 2010.

Il mercato è rimasto impressionato dalla crescita dei salari, che a gennaio è cresciuta dello 0,5% rispetto al mese precedente, ben superiore alle previsioni (+0,3%). Era un dato particolarmente atteso questo, dato che la Fed ha più volte citato questo parametro come indicativo di un mercato del lavoro in salute. Vedendo la reazione degli investitori, l’impressione è che non si aspettassero simili numeri. Con i dati di oggi, diventa meno probabile un possibile slittamento del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, le cui attese in questo momento sono posizionate a giugno. Puntare sul dollaro? Per le ragioni che abbiamo visto la moneta americana dovrebbe mantenersi forte  verso tutte le altre valute mondiali, soprattutto alla luce dei diversi tagli ai tassi d’interesse operati da molte Banche centrali nelle ultime settimane. Per gli investitori  è  tuttavia consigliabile mettere un po’ di dollari in portafoglio prima che sia troppo tardi.

Il Dollar Index, che meglio rappresenta l’andamento del dollaro Usa verso un paniere di valute, si è portato in area 94,80 punti. L’indice rimane in rotta per raggiungere i top di gennaio a 95,80 punti. Oltre questo livello il Dollar Index andrebbe ad aggiornare i nuovi massimi da agosto 2003. È probabile che entro fine anno arriveremo a quota 100 punti.

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