Avete venduto le vostre azioni in maggio? Se sì, avete seguito – magari senza saperlo -un detto che nel mondo delle Borse è piuttosto ricorrente: “Sell in may and go away”, ovvero vendi a maggio e vai via. Il significato è che l’investitore farebbe bene a vendere a maggio e restare alla finestra. Le statistiche di lungo periodo sembrano dare ragione a questo saggio popolare. Infatti un’analisi lunga 60 anni, dal gennaio 1950 all’aprile 2009, condotta sulle performance mensili dell’indice S&p500 di Wall Street dimostra che i primi mesi dell’anno evidenziano un rendimento medio molto superiore a quello nei mesi che vanno da maggio a ottobre. In particolare, i mesi di gennaio degli ultimi 60 anni vantano un rendimento medio annuo dell’1,64%, quelli di febbraio dello 0,74%, quello di marzo dell’1,22%, quello di aprile dell’1,46% e quello di maggio dello 0,94%. La performance media di giugno scende allo 0,49%, quella di luglio allo 0,60%, quella di agosto allo 0,72%, quella di settembre allo 0,06% e quella di ottobre allo 0,09%. Chiudono l’elenco i mesi di novembre con una performance media dell’1,39% e quella di dicembre dell’1,48%. Queste statistiche, lunghe sessanta primavere e sessanta autunni, dimostrano che il consiglio di vendere a maggio è più che legittimo. Ad esso si potrebbe forse aggiungerne un altro: compra sui minimi di ottobre. Come dire, insomma: “Sell in may and buy in autumn”.

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