Meno vendite e meno utili per la leader mondiale delle bevande gassose, Coca Cola (quotata al Nyse di New York con la sigla KO). La notizia ha sorpreso non poco, perché la stessa società americana ha ammesso che il fattore decisivo in questa momentanea battuta d’arresto viene dal clima. Sì, proprio i fattori metereologici, con più pioggia e quindi meno sete, hanno determinato un calo degli utili a 0,59 $ per azione, nel secondo trimestre del 2013, contro gli 0,69$ dello stesso periodo dell’anno precedente. Ciò ha significato che i ricavi totali sono scesi da 13,09 miliardi a 12,75 miliardi di dollari. La contrazione c’è, ma assolutamente marginale e per di più inevitabile nell’attuale fase di riduzione dei consumi in molte parti del mondo, a causa della crisi dell’economia. Un impatto è venuto anche dagli scossoni valutari fra dollaro e monete soprattutto dei Paesi emergenti, che potrebbero determinare un effetto negativo del 4% nel 2013 sui risultati operativi del gruppo.

Rispetto ai massimi dell’anno di 43 $, registrati a metà maggio, le quotazioni sono scese ai 39,13 $ del 20 giugno, per poi riprendere quota e raggiungere i 41 $. Gli analisti specializzati sul titolo danno giudizi nel complesso positivi, con target (prezzo obiettivo) a 46 $ entro dodici mesi, ma c’è chi si sbilancia nel prevedere i 50 $. Crederci? Coca Cola è uno dei titoli più stabili della Borsa americana, come dimostra il fatto che le sue variazioni di prezzo abbiano registrato una differenza fra massimo e minimo, nelle ultime 52 settimane, di solo il 3,9%, contro un 22,9% dell’intero S&P 500. Il cosiddetto dividend yield, cioè rapporto fra dividendo e prezzo, è risultato negli ultimi cinque anni del 2,9% e dal 2011 in poi si è assestato fra il 2,5 e il 2,8%. Nel 2000 il dividendo arrivava a 0,68$ sull’intero anno, ma nel 2012 è salito a 1,02$ e nel 2013 dovrebbe raggiungere gli 1,12 $. La situazione cash del gruppo è ottima e lo dimostra che nel 2012 abbia versato 4,6 miliardi di dollari in dividendi ed effettuato buy back, cioè riacquisti di azioni proprie, per 4,5 miliardi di dollari.

Per chi sia interessato a posizioni su lungo termine, finalizzate all’incasso di dividendi in crescita, Coca Cola costituisce un ottimo investimento, sebbene il rendimento da dividendo non sia certo entusiasmante per un investitore europeo, considerando anche la presenza del rischio di cambio. Molti analisti ritengono però che i dividendi corrisposti continueranno ad aumentare nei prossimi anni, sebbene in maniera progressiva e prudente. Le bollicine sono quindi stimolanti non solo per i consumatori assetati ma anche per gli investitori prudenti, alla ricerca di azioni stabili e redditizie nel tempo. Con trend facilmente identificabili e fluttuazioni medie nettamente inferiori rispetto alla maggior parte dei titoli big di Wall Street. Una quasi certezza, per quanto questa parola possa essere utilizzata nell’ambito borsistico!

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