In questi giorni la finanza dà poche soddisfazioni e molti si chiedono dove collocare i propri risparmi, in attesa di tempi migliori. Una risposta, che in realtà è solo una curiosità, viene dai risultati di alcune aste di automobili di gran lusso, tenutesi soprattutto a Montecarlo, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti nel corso dell’estate (amara osservazione: buona parte dei leggendari modelli massi in vendita è made in Italy, ma da noi eventi di quel livello non ce sono!). Qual è la relazione fra finanza e aste? Nessuna, ma chi avesse investito parte della propria liquidità in passato su vetture di celebri marche di auto GT o da corsa incasserebbe oggi profitti quasi impensabili anche se confrontati con gestioni finanziarie dalle performance eccezionali.

L’ASTA CHE PASSERA’ ALLA STORIA: NATURALMENTE PER UNA ROSSA DEL CAVALLINO

A un evento tenutosi a Pebble Beach (Usa) è stata venduta una Ferrari 250 GTO (Gran Turismo Omologato) del 1962, appartenuta a un collezionista di San Marino, a 38.115.000 dollari, equivalenti a 28.480.161 euro, battendo ogni record storico nel settore. Una cifra eccezionale, ma… l’eccezionalità sta nel profitto realizzato. L’auto infatti era stata acquistata – secondo voci raccolte nell’ambiente – nel 1965 a un importo in lire corrispondente agli attuali 27.700 euro. Il profitto è risultato quindi di 28.452.461 euro, in un arco di tempo di 49 anni. Quella GTO si è così rivalutata di 580.662 euro ogni dodici mesi, più del 2000% sull’investimento iniziale. E quel capitale di 27.700 euro ha registrato una crescita del 102.716% (centoduemilasettecentosedici per cento!)

Che non si tratti di un caso unico lo dimostra che anche altre vendite di Ferrari GTO avevano “battuto” quotazioni sconcertanti. Per esempio a Montecarlo nel 1990 un modello equivalente era stato ceduto a 54 milioni di franchi francesi dell’epoca. L’esplosione di prezzi di vecchie automobili non interessa solo la Ferrari, ma l’esempio del Cavallino e in particolare della GTO è il più significativo. Che straccia ogni primato, precedendo i 22,7 milioni di euro della vendita l’anno scorso in Gran Bretagna di una Mercedes W196, monoposto dalla Casa Tedesca degli anni 50.

QUOTAZIONI ESAGERATE: UNA BOLLA SPECULATIVA PRONTA A SCOPPIARE?

Ferrari 250 GTO, il modello degli anni Sessanta che ha battuto tutti i record di quotazione:  38 milioni di dollari a un'asta a Pebble Beach (Stati Uniti)

La 250 GTO, prodotta dal 1962 al 1964, è la più ambita tra le Ferrari d’epoca

Il mercato tratta comunemente vetture anche da ben oltre 2 milioni di euro, ma il caso della GTO è a parte, perché ne furono prodotte in totale solo 33 unità, che i collezionisti di tutto il mondo si strappano dalle mani per possedere quello che è il modello del Cavallino Rampante più ambito. L’impressionante crescita delle valutazioni porta comunque a temere che si stia vivendo una fase di bolla speculativa, che potrebbe esplodere nel medio termine. I rendimenti ottenuti negli ultimi vent’anni appaiono irripetibili e acquistare oggi una GT a prezzi così sbalorditivi (per i pochi superfortunati capaci di permetterselo!) è una scelta dettata solo dalla passione. Nel cui nome però tutto è giustificabile.

photo credit immagine in apertura: Georg Sander (GS1311) via photopin cc

photo credit immagine nel testo: Gloumouf via photopin cc