Dopo anni di mercato debole, aumenta in Europa la fiducia nell’investimento immobiliare, anche nei Paesi più colpiti dalla crisi come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Anzi, in alcuni di questi Paesi, così come nel’Europa centrale e orientale, la crisi sta stimolando gli investimenti, più che deprimerli. Lo afferma Sam Martin, direttore ricerca e strategia di AEW Europe, società di gestione specializzata del gruppo Natixis Global Asset Management.

Martin osserva che nonostante le difficoltà sui mercati finanziari europei, gli investitori sia istituzionali sia privati tendono a considerare sempre più interessanti gli asset immobiliari, cui attribuiscono discrete possibilità di recupero rispetto a eventuali turbolenze future del mercato causate dalla crisi dell’area euro”. Negli ultimi anni, ricorda l’esperto di AEW Europe, il prezzo che gli acquirenti erano disposti a pagare per un bene immobile nei Paesi colpiti dalla crisi era spesso inferiore a quanto sarebbe stato accettabile per i venditori.

Ma il crollo dei rendimenti della maggior parte delle tipologie di investimento rischiose, per effetto delle politiche finanziarie degli Stati e delle misure di politica monetaria espansiva, ha fatto sì che l’immobiliare tornasse a rappresentare in Europa una proposta d’investimento relativamente interessante. Anche se gli investitori, sottolinea Martin, “dovrebbero essere consapevoli di alcuni rischi insiti negli investimenti immobiliari, tra i quali la minore liquidabilità e l’oscillazione dei prezzi”. Un altro fattore che sta contribuendo all’incremento dell’attività di investimento immobiliare nel 2013 è la migliorata disponibilità di finanziamenti (mutui).

Residenziale: salgono le quotazioni a Londra e in Germania, calano in Francia

Nel settore residenziale AEW Europe prevede che i prezzi saliranno ancora sui mercati londinese e tedesco, mentre in Francia continuerà il calo. Nel Regno Unito, secondo Sam Martin, le valutazioni cresceranno con i volumi di vendita, anche grazie all’effetto positivo del programma di finanziamento agevolato denominato Funding for Lending, che sta determinando un aumento del numero di mutui approvati e un abbassamento dei tassi ipotecari.

I volumi di vendita continueranno invece a calare in Francia per tutto il 2013, nonostante una lieve riduzione dei prezzi delle case e tassi ipotecari storicamente bassi. Le quotazioni delle proprietà residenziali in Francia sono depresse dalla disoccupazione crescente e dall’indebolirsi del mercato del lavoro, in un contesto di recessione e di politiche di risanamento del bilancio pubblico.

Uffici: bassa richiesta ovunque eccetto Monaco di Baviera e Parigi

Martin ritiene probabile che la domanda di locali ad uso ufficio in Europa resti bassa nel breve termine. Considerando che le cause della crisi dell’area euro non hanno ancora trovato una soluzione definitiva, e che gran parte d’Europa resta in recessione, è probabile che ancora per un po’ l’attività di finanziamento continuerà ad essere dominata da inadempienze nel pagamento dei leasing e da rinegoziazioni. I locatari continueranno a concentrarsi su iniziative di riduzione dei costi e di miglioramento dell’efficienza. In questa situazione, le percentuali di spazi liberi resteranno ai livelli attuali, fatta eccezione per città molto richieste come Monaco di Baviera e Parigi.

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