Pochi lo sanno, ma anche le automobili hanno un loro indice di quotazione, come quelli di Borsa. Naturalmente si tratta delle vetture storiche, con un alto valore e spesso contese da appassionati di tutto il mondo. Oggetti da straricchi, che vedono però moltiplicare i loro investimenti acquistando Ferrari, Rolls Royce, Mercedes, Lamborghini, Porsche, Maserati ecc. prodotte in passato. Questo indice si chiama Hagi (Historic Automobile Group International), dal nome dell’omonimo centro ricerche specializzato nel settore.

DAL 1980 A OGGI UNA CORSA AL RIALZO, RICCHI CINESI SCATENATI

Sulla distanza dei 20 anni le quotazioni delle auto d'epoca sono salite cinque volte di più delle azioni dell'indice S&P 500 della Borsa di New York

Sulla lunga distanza le quotazioni delle auto d’epoca sono salite molto di più delle azioni dell’indice S&P della Borsa di New York (Fonte: Historic Automobile Group)

Ogni dollaro investito nel 1980 in un’auto selezionata da Hagi attualmente si ritroverebbe rivalutato di ben 100 volte, mentre un equivalente dollaro collocato sull’indice statunitense S&P 500 si sarebbe moltiplicato per poco più di 20 volte. Un divario enorme, allargatosi dal 2002 in poi, quando l’indice ha preso letteralmente il volo, passando da 30 a 100.

Cosa è successo? Sono arrivati in massa gli acquirenti dei Paesi emergenti, con i cinesi in prima linea, appassionatissimi di quattroruote e soprattutto di quelle sportive con una certa età sulle spalle. Naturalmente in primo piano si è posizionata la Ferrari, mito che i grandi ricchi vogliono collocare nei propri garage. Secondo valutazioni impostate appunto sul relativo indice, possedere una Cavallino Rampante degli anni 60, 70 e 80 rende il 16% l’anno, sulla base della rivalutazione dei prezzi, sebbene nel 2014 per la prima volta si siano registrati dei segni meno, dell’ordine però di pochi punti in percentuale.

5.712.000 EURO: E’ QUANTO VALE UNA 275 GTB DEL 1966

A un recente asta tenutasi a Montecarlo i cartellini battuti sono stati incredibili. Per una Ferrari 275 GTB/C del 1966, prodotta in soli 12 esemplari, il prezzo pagato è risultato di 5.712.000 euro, record dell’evento. Per una 250 GT Cabriolet serie 1 del 1959 ci si è limitati a 4.700.000 euro e per una 330 GTS del 1967 a 2.128.000 euro! Il commendator Ferrari si sta probabilmente girando nella tomba pensando a quanta ricchezza ha creato con il suo ingegno.

Il mercato non corre tuttavia ad acquistare solo auto Gran Turismo del Cavallino, ma anche Formula 1 del passato. Per esempio una Brabham Repco del 1966 è stata assegnata a 1.092.000 euro. Quotazioni esagerate? Difficile dirlo se non si è esperti, ma la domanda continua a superare l’offerta e i prezzi quindi salgono.

COMPRARE OGGI UNA SPORTIVA PER TENERLA VENT’ANNI?

Vale oggi la pena – avendo a disposizione per esempio 100.000 euro – di acquistare una vettura sportiva moderna e poi tenerla in garage per vent’anni, in attesa che prenda valore? La scelta probabilmente non porterebbe a risultati equivalenti, per un semplice motivo: le auto attuali sono quasi tutte prodotte in grande serie, anche quelle di altissimo pregio. In più c’è il rischio che si stia assistendo a una vera e propria bolla speculativa, capace di sgonfiarsi da un giorno all’altro. Esattamente come avviene in finanza.

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