Nella prima parte dell’analisi di Simona Gambarini, Associate Director – Research di ETF Securities, venivano analizzati  potenziali effetti sull’economia cinese delle riforme annunciate nel corso della Terza Sessione Plenaria del 18° Comitato Centrale del Partito Comunista, conclusasi nello scorso novembre. In questa seconda parte viene approfondito l’impatto delle riforme sui mercati delle commodity.

AUMENTERA’ LA DOMANDA CINESE DI COMMODITY

Dato il percorso di crescita previsto per la Cina, ci aspettiamo che il consumo di commodity nel Paese resterà forte. Gli ultimi dati robusti sull’economia e sulle importazioni  sottolineano la fame di materie prime, che continuerà a essere un driver fondamentale per gli aumenti dei prezzi sui mercati delle commodity.
 Gli ultimi dati indicano che i produttori cinesi comprano metalli industriali con una tattica opportunistica, avvantaggiandosi cioè dei cali dei prezzi per ricostituire le proprie scorte.
Gli indicatori comunemente monitorati, come il consumo di elettricità, le importazioni e la produzione, segnalano tutti un miglioramento della domanda cinese di commodity dopo l’adattamento a un tasso di crescita economica più sostenibile. Il Terzo Plenum cinese ha riaffermato il forte impegno dei policy maker per la crescita, attuando al contempo le necessarie riforme strutturali. La rinnovata attenzione per l’urbanizzazione, insieme ai miglioramenti sull’efficienza e al maggior focus sul mercato, dovrebbero far aumentare la domanda di materie prime. Probabilmente le crescenti necessità energetiche e gli standard sull’inquinamento più rigidi daranno sostegno allo sviluppo dei giacimenti di gas naturale e delle fonti alternative, facendo al contempo accrescere l’utilizzo di platino e palladio per i catalizzatori per auto.

PIU’ CONSUMO DI RAME, PLATINO, PALLADIO. E ORO

Allo stesso tempo, il programma da 6.400 miliardi di dollari statunitensi volto a portare 400 milioni di persone nelle città nei prossimi dieci anni alimenterà la domanda di metalli industriali e in generale di materie prime.
Con il governo concentrato sulla riduzione dell’eccesso di capacità produttiva e sul miglioramento dell’efficienza, ci aspettiamo che la sovraproduzione di alcune commodity, come l’alluminio, alla fine si ridurrà, dando così sostegno ai prezzi. Insieme ai segnali di un aumento della crescita nel Paese, l’attività industriale dovrebbe restare una forte fonte di domanda per i metalli legati all’industria, come il rame, il platino e il palladio e per l’energia. Anche l’oro trarrà beneficio, poiché i redditi più elevati e l’ulteriore liberalizzazione del mercato del metallo giallo sosteranno il recente aumento strutturale della domanda di lungo termine dell’oro come veicolo alternativo di risparmio e investimento.

Simona Gambarini, Associate Director – Research, ETF Securities

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