Che cosa chiedono i clienti, e quali soluzioni di investimento sta proponendo per il 2014 Intesa SanPaolo Private Banking, che ha appena ricevuto dall’autorevole rivista internazionale Euromoney il riconoscimento di miglior banca “private” in Italia (“Best private banking services overall in Italy”)?GenteMoney.it lo ha chiesto a  Saverio Perissinotto (nella foto), condirettore generale vicario di Intesa Sanpaolo Private Banking.

Quali sono le principali richieste dei vostri clienti per il 2014?

Il cliente cerca sempre la remunerazione del proprio capitale. Attualmente  quindi la nostra attenzione si focalizza sulla consulenza e sul rapporto, affinché la clientela recepisca con gradualità le modifiche delle propria asset allocation suggerite dai nostri private bankers, prendendo coscienza che la materia prima dei rendimenti – la curva dei tassi di interesse – non permette oggi di remunerare adeguatamente il capitale rispetto alla volatilità ed al  rischio sottostante. Grazie alla consulenza e al servizio di gestione personalizzata dei portafogli siamo in grado di rispondere alle esigenze della nostra clientela in maniera particolarmente efficiente.

Quali indicazioni state  fornendo, soprattutto in termini di classi di investimento da preferire in questa fase dell’economia e dei mercati?

Dobbiamo necessariamente partire dalle evidenze che già emergono in questo inizio anno. Per il 2014 ci attendiamo una lieve accelerazione del Pil nel mondo sviluppato e ancora un perdurare delle incertezze in alcune aree emergenti, caratterizzate da tensioni inflazionistiche e dalla perdita di competitività relativa dei sistemi industriali locali. Le condizioni di liquidità sembrano rimanere ancora buone grazie all’azione accomodante  delle  principali banche centrali. Il processo di  normalizzazione che sta portando avanti la Fed – tramite la riduzione del volume degli acquisti mensili (“tapering“) di titoli del Tesoro e di titoli legati ai mutui immobiliari –  non pare destare  particolari timori nel mercato. Tassi monetari ancora contenuti, bassa inflazione ed un po’ di crescita in più ci fanno ritenere plausibile che la scelta di investimento debba ancora preferire le asset class a rischio: esempio sul mercato delle obbligazioni ad alto rendimento (high yield) o sul mercato azionario, chiaramente nel rispetto del profilo di rischio/rendimento di ogni singolo cliente. Anche se  questo quadro è già stato in parte anticipato dei mercati finanziari, appare ragionevole considerare un’attesa di rendimento più contenuta sull’insieme delle asset class ed  un andamento con maggiore volatilità nel corso del 2014 rispetto a quello che abbiamo registrato nell’anno precedente.