Dimenticate Pil e produzione industriale. Mettete da parte esportazioni e vendite al dettaglio. Per capire come va realmente l’economia mondiale non bastano più queste classiche quanto incomplete – come hanno drammaticamente dimostrato gli ultimi anni – statistiche macroeconomiche. Ora analisti ed economisti – quelli veri, non quelli che stanno tutto il tempo dietro una scrivania o immersi solo nei libri – guardano ad altri dati che si stanno dimostrano indicatori congiunturali molto più trasparenti e affidabili. In fondo non è neanche una novità assoluta. Si racconta che già il precedente presidente della Federal Reserve Alan Greenspan ogni mattina chiedesse quanti voli commerciali interni della società FedEx avessero solcato nella notte il cielo degli Stati Uniti: da quel dato capiva le dinamiche reali del commercio Usa. Ma a cosa si guarda oggi? Alcuni siti americani ci aiutano a svelare a quali statistiche si affidano gli analisti più in gamba.

US TRUCK TONNAGE – quanto trasportano i camion americani

Di certo l’insegnamento della Sfinge, così era soprannominato Greenspan quando stava sulla poltrona più importante della Fed, ha fatto scuola. Uno degli indicatori più seguiti in questi ultimi  anni è l’Us Truck Tonnage, rilasciato dalla American Trucking Association: ci dice quante tonnellate di merci vengono trasportate dai camion, i famosi e giganti “truck” (foto) che si vedono in tanti film per le strade degli Stati Uniti. Il suo significato è facilmente intuibile: il trasporto pesante su gomma rimane il metodo principale per trasportare negli Usa, la prima economia al mondo, la maggior parte dei beni di consumo. Oltre l’80% di tutto il trasporto commerciale interno è fatto su camion. Quindi, se la domanda di beni sta accelerando o frenando, questo indicatore può farcelo sapere in tempi ben più rapidi dei classici dati legati ai consumi interni…

GROCERY STORE SALES – le vendite di alimentari

Un altro dato legato alla congiuntura nazionale americana,che svela bene qual è di fatto lo stato di salute economica dei cittadini è la dinamica delle vendite dei prodotti alimentari. Lo Zio Sam diffonde in pompa magna, e i mercati penzolano dalle sue labbra, i numeri delle vendite al dettaglio e delle spese per i consumi personali. Ma non esplicita in modo evidente il dato degli alimentari. Un bene primario per la gente, ritenuto in maniera impropria aciclico. In realtà le variazioni di queste vendite sono più ampie di quanto molti libri dei testi sostengono. Ecco perché gli analisti più accorti guardano alle Grocery Stores Sales. Si tratta della variazione su base annua delle vendite di prodotti alimentari calcolata dal dipartimento del Commercio Usa, calcolata in maniera da epurarla dall’effetto inflazione, che disturba una lettura reale della dinamica dei consumi di base. Il dato ha evidenziato un netto calo nella recessione 2008-2009 degli Stati Uniti, per poi ripartire insieme all’economia, rivelando una vera nuova fase di espansione nonostante le difficoltà del mercato del lavoro. E Wall Street è in parallelo salita.

AIR FREIGHT EXPORT – l’export Usa via per via aerea

D’altronde, si sa, quasi due terzi del Pil Usa dipendono dai consumi degli americani. Ma la crescita dell’economia a stelle e strisce ha un forte legame anche con quella mondiale. I dati delle esportazioni sono di certo utili per capire se i flussi commerciali Usa verso l’estero stanno crescendo o meno. Ma sono distorti da alcuni fattori, tra cui un peso rilevante degli scambi con il vicino Canada. Per osservare un dato più “pulito” gli analisti stanno sempre più guardando al Air Freight Export, la statistica che traccia le esportazioni via aereo di merci Usa verso l’estero.Anche in questo caso la correlazione diretta tra fasi economiche Usa e export è molto chiara, e mostra attualmente una stabilizzazione della dinamica dei flussi Oltreoceano dopo la forte ripresa tra il 2010 e il 2012.

VENDITE DI JET PRIVATI

Sempre di settore aereo si tratta quando gli analisti guardano alle vendite di velivoli privati da parte della società LearJet, leader mondiale in questo settore. A differenza dei dati sulla produzione di altri beni di trasporto, le vendite di aerei privati catturano bene il livello della solidità dei conti, della fiducia e dell’ottimismo delle mega-aziende, le big corporation, e fino a che punto stanno mostrando ai loro concorrenti quanto i loro conti vanno bene da potersi comprare nuovi jet privati per gli spostamenti dei propri manager. Insomma, è un ottimo indicatore di “sentiment” delle multinazionali.

Esiste poi tutta una serie di altri dati particolari che gli economisti americani usano per capire come sta il mondo.  Ecco i più seguiti.

SOUTH COREAN EXPORTS – il primo report  è quello che conta

Le esportazioni della Corea del Sud sono molto seguite. Gli economisti chiamano questo indicatore il “canarino globale nella miniera di carbone”, richiamando l’immagine dei canarini tenuti una volta in miniera perché per primi soffrivano di esalazioni tossiche, segnalando così il pericolo ai minatori prima che fosse troppo tardi. Questa definizione è giustificata dal fatto che quello sull’export coreano è il primo rapporto economico importante che viene pubblicato mensilmente, dal momento che viene diffuso il primo giorno del mese. Ma esiste un altro motivo per cui questo dato è importante: le esportazioni della Corea del Sud sono fortemente legati alle economie di Cina, Giappone e Europa, ed è quindi un ottimo indicatore sulla congiuntura internazionale, Usa esclusi.

SUEZ CANAL TRAFFIC – quante navi passano nel canale

Misura il traffico di navi e quindi di merci passato dal Canale di Suez ed è un’alternativa al più famoso Baltic Dry Index. Calcolato dalle Autorità egiziane, il traffico attraverso il Canale, uno dei punti di strozzatura più importanti al mondo per il trasferimento di beni, fornisce indicazioni più precise rispetto al Baltic Dry Index sullo stato delle spedizioni nel mondo, e di conseguenza sullo stato di domanda di consumi mondiale.

FONTERRA DAIRY INDEX – latticini e dintorni, termometro dei consumi della classe media

Il Fonterra Dairy Index fa invece riferimento alla società Fonterra, che controlla quasi un terzo delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari di tutto il mondo e che tra l’altro contribuisce a generare oltre il 7% del Prodotto interno lordo della Nuova Zelanda. Il consumo di prodotti lattiero-caseari nel pianeta può essere un buon indicatore per lo sviluppo economico: caffè e suoi prodotti derivati, formaggio fuso, condimenti a base di cereali e alimenti per animali domestici sono consumati normalmente dalla classe media.

PALM OIL PRICES – il condimento più comune per vedere se i Paesi emergenti crescono

L’andamento giornaliero dei prezzi dell’olio di palma è utilizzato partendo dall’idea che è un ingrediente di cottura comune nei Paesi in via di sviluppo. Ovvio, quindi, il modo in cui viene utilizzato dagli economisti: se i prezzi sono in crescita, significa che i Paesi dell’area, tropicale, una parte rilevante dell’Africa, il Sud-Est asiatico e il Brasile sono in buona forma. Se i prezzi sono in calo, la crescita economica di queste aree sta rallentando.

MACAO GAMING REVENUE – se i ricchi cinesi giocano tanto… 

I ricavi lordi da gioco di Macao su base mensile, il luogo più “caldo” per questo business, servono per capire come vanno gli affari in Cina. Molti dei nuovi ricchi cinesi arrivano dalla terraferma e passano il weekend nell’isola-Stato a spendere soldi nel gioco a Macao, quindi la correlazione dei volumi di gaming e l’andamento dell’economia cinese è diretto.

Insomma, l’invito ai lettori di Gentemoney è di non fermarsi alle più comuni e strombettate statistiche ufficiali. D’accordo, non bisogna arrivare a rinunciarvi, e resta sempre vero che la loro pubblicazione provoca scossoni all’insù e all’ingiù dei mercati, per cui vanno seguite, soprattutto da chi fa trading. Tuttavia, per investire nel medio-lungo periodo è necessario andare oltre. Tutte le volte che troveremo dati finanziari ed economici alternativi e affidabili quanto o più dei soliti numeri diffusi da autorità nazionali, grandi banche d’affari e società di rating, ve lo diremo. Ma l’invito è anche al contrario. Se avete individuato indicatori economici alternativi, segnalatecelo. Creeremo un Termometro economico firmato GenteMoney, forse più affidabile di tanti numeri ufficiali che in questi anni hanno dimostrato tutta la loro limitatezza.

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