La Legge di Stabilità sarà approvata domani giovedì 19 dicembre.  Aspetti fiscali e gestione di un portafoglio titoli: che cosa cambia. 

Novità a raffica nel passaggio finale della Legge di Stabilità per il 2014. Alcune interessano anche il settore finanziario: sono in parte positive e in parte negative. Vediamole nei dettagli.

IMPOSTA DI BOLLO AL 2 PER MILLE

Cominciamo dagli aspetti negativi. Era una novità annunciata: l’imposta di bollo sui conti deposito (in cui sono collocati i titoli finanziari di ogni tipo in banche, Sim, ecc.) è stata definitivamente aumentata al 2 per mille, contro l’1,5 per mille di quest’anno. Non riguarda – come già nel 2013 – conti correnti, conti postali, fondi pensione, fondi sanitari e polizze vita. Le esclusioni sono tante, ma ciò non impedisce che questa vera “patrimoniale” colpisca pesantemente i risparmiatori. E’ vero che viene eliminato il valore minimo di 34,2 euro, che bastonava, con una percentuale maggiore dell’1,5 per mille, chi disponesse quest’anno di un patrimonio inferiore ai 17.100 euro. Ritenuta una distorsione regressiva, è stata cancellata. Sono invece puniti maggiormente i grandi patrimoni detenuti da persone giuridiche: per loro il tetto dell’imposta di bollo passa da 4.500 a 14.000 euro.

Resta comunque il problema dell’esenzione dalla tassa rispetto alla liquidità detenuta sui conti correnti, che può portare alla vendita di prodotti finanziari prima della rendicontazione, visto che molte banche ne prevedono una sola ogni anno (di solito a consuntivo dei dodici mesi precedenti). Già voci critiche – soprattutto di gestori di fondi – si sono alzate contro questa forma elusiva, in realtà del tutto legittima, ma le possibilità di modifica appaiano vane. La normativa in vigore prevede infatti che se, alla data di rendicontazione, il dossier titoli non presenta prodotti finanziari e non risulta movimentato nel corso del relativo periodo, l’imposta di bollo non è applicata. Invece nel caso in cui, alla data di rendicontazione il dossier titoli non presenti prodotti finanziari ma risulti movimentato nel corso del relativo periodo, l’imposta di bollo è applicata nella misura minima di 34,20 euro, che però dal 2014 scompare. Se si è venduta parte del patrimonio ma se ne detiene un’altra porzione investita, si paga solo su quest’ultima.

NESSUNA MODIFICA PER LA TOBIN TAX, MA…

Un emendamento presentato durante la discussione alla Commissione Bilancio della Camera prevedeva di modificare la Tobin Tax, che colpisce le transazioni finanziarie soprattutto delle maggiori azioni quotate a Borsa Italiana, ampliandone l’applicazione a tutte le tipologie di prodotti (esclusi i titoli di Stato), con un’aliquota però più bassa (0,01% anziché 0,1%). L’emendamento è stato ritirato e questa è la notizia positiva sul fronte fiscale. Non è però escluso che l’ipotesi possa essere rilanciata nel corso del prossimo anno e più in particolare durante il semestre italiano di Presidenza della Ue.

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