I mercati finanziari hanno brindato alle rassicurazioni della Fed statunitense, che ha detto che  i tassi di riferimento resteranno bassi ancora per lungo tempo. E lo stesso dà per certo la BCE, la banca centrale europea. Se il costo del denaro rimarrà ai livelli attuali è indubbio che le previsioni sull’economia sono ancora fosche. Ma questo è un discorso a parte!

L’effetto primo della decisione di Fed e BCE riguarda, per il cittadino, la possibilità di indebitarsi con un costo del denaro ai minimi storici. Sia chiaro: indebitarsi è un termine comunque inquietante. Occorre quindi precisare che l’impegnarsi finanziariamente va fatto soltanto per acquisti fondamentali, come è quello della casa. La situazione attuale appare davvero molto favorevole in tal senso e non solo per i tassi di interesse. La coincidenza di una riduzione dei prezzi di mercato che comincia a farsi sentire, dell’introduzione dei bonus fiscali su ristrutturazioni e risparmio energetico, della possibile approvazione di un Piano Casa, con agevolazioni per le varie figure coinvolte nella catena costruzione-acquisto-affitto, della quasi possibile scomparsa dell’Imu sulla prima casa e di una competitività del costo del denaro porta a una situazione irripetibile per chi abbia necessità di comprare per la prima volta o di cambiare la propria abitazione.

Restano comunque dei nodi da risolvere. Il primo riguarda l’onerosità degli stessi mutui, a causa di “spread” bancari eccessivi. Indagini effettuate nelle ultime settimane rilevano che il tasso medio d’interesse applicato in Italia si aggira sul 3,53% contro il 2,87% dell’aria euro. E’ un’enormità, che porta a un costo globale dell’operazione molto maggiore rispetto agli altri Paesi europei.

Non c’è solo questo a frenare il mercato: un certo peso l’hanno anche la burocrazia dell’intero apparato immobiliare e il costo di intermediazioni e delle operazioni notarili.

Fa bene quindi l’attuale Governo ad agevolare il settore con una serie di novità di prossima approvazione: per esempio un sistema di garanzie dello Stato sull’emissione di nuovi mutui (GenteMoney ne ha scritto di recente), un fondo per le agevolazioni alle giovani coppie e una serie di incentivi per gli affitti.

La molla resta però il costo del denaro: per quanto tempo ancora la Bce manterrà i tassi di riferimento allo 0,5% o addirittura – come da tempo si promette – li ridurrà? Difficile dirlo. Probabilmente almeno per due-tre anni (fine 2015 – 2016). Poi è possibile che ci siano dei rialzi. Comunque marginali, perché l’epoca dell’alto costo del denaro è strutturalmente finita. Salvo sorprese sul fronte dell’inflazione. Ma se così fosse, proprio la casa sarebbe il migliore modo per proteggere i risparmi. Tutto sembra quindi muovere nella direzione del settore immobiliare. Tutto, salvo il mercato!

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