Con una performance media a livello globale del 17,6% nei primi sei mesi di quest’anno il settore dell’health care (salute), che comprende soprattutto le aziende farmaceutiche, è stato il migliore dell’indice MSCI delle Borse mondiali. Questo risultato segue il rialzo del 13,3% già messo a segno nel 2012. Secondo un rapporto diffuso tra gli addetti ai lavori dalla casa di investimenti Ing Investment Management, ce n’è abbastanza per parlare di vera e propria rinascita dell’industria della salute.

Secondo Paul Vrouwes, gestore responsabile di Ing IM per il settore, e Anne Marieke Ezendam, analista specializzata, l’health care ha beneficiato in questo periodo di un’elevata generazione di flussi di cassa e di ritorni crescenti per gli azionisti sotto forma di dividendi e di acquisto di azioni proprie da parte delle società. In un contesto di bassi tassi di interesse, sostengono gli autori del rapporto, tutto questo va visto come ulteriore elemento convincente a favore del settore.

Per lunghi anni le società farmaceutiche sono rimaste depresse a causa di tutta una serie di minace, a cominciare dalle scadenze dei brevetti e dalla concorrenza dei farmaci generici sino alla scarsa resa delle attività di Ricerca & Sviluppo e alla pressione globale sui prezzi. Ma ora, argomentano gli esperti di Ing IM, sembra che le maggiori società stiano cominciando a riassestarsi e a trovare gradualmente le risposte giuste.

 LE PROSPETTIVE: COMPRARE ANCORA?

Il primo semestre del 2013 ha rappresentato probabilmente il punto più basso del ciclo per i ricavi delle big farmaceutiche, proprio per le scadenze dei brevetti e la pressione sui prezzi in quasi tutti i Paesi. D’ora in avanti molte di esse dovrebbero mostrare incrementi delle vendite. Intanto migliora la produttività della Ricerca & Sviluppo nel settore: nel 2012 la FDA americana ha approvato 39 nuovi farmaci, il numero più alto dal 2000. Gli analisti si aspettano che l’industria si espanda ulteriormente nei prossimi anni. Le dimensioni del mercato farmaceutico dovrebbero crescere a livello globale – secondo IMS Health – del 3-6%.  In particolare il mercato europeo dovrebbe crescere tra lo 0 e il 3%, quello americano dell’1-4% e quello dei Paesi emergenti del 7-10%.

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