E’ considerato un oracolo negli investimenti e le sue indicazioni seguite come un vangelo da chi guarda al futuro delle Borse. Warren Buffett (nella foto) è forse il maggiore “value investor” della storia di Wall Street, nel senso che ha sempre puntato al valore ancora inespresso delle aziende in cui metteva i suoi soldi. E il risultato è clamoroso, se si pensa che figura tuttora al quarto posto, con un patrimonio personale di 58 miliardi di dollari, nell’ultima classifica di Forbes degli uomini più ricchi del mondo. Da un po’ di tempo la nuova passione di Buffett sono i treni: non quelli in scala per modellisti, ma quelli veri, destinati soprattutto al trasporto merci. E così compra rilevanti quote di grandi Compagnie Usa specializzate nel settore.

PRIMA LE SOCIETA’ FERROVIARIE: L’ESORDIO CON LE AZIONI BNSF 

Il primo esperimento ha riguardato BNSF (Burlington Northern Santa Fe, nella foto sotto). Buffett aveva capito che il business della compagnia era destinato a crescere notevolmente, grazie al boom energetico statunitense e alla necessità sempre maggiore di movimentare grandi quantità di carichi diretti agli impianti di estrazione di petrolio da scisti bituminosi. Poi progressivamente le partecipazioni nel settore sono aumentate, ma la vera “scoperta” è stata un’altra.

Nella compagnia ferroviaria americana BNSF ha investito Warren Buffettt, il quarto uomo più ricco del mondo

Un convoglio della Burlington Northern Santa Fe

SECONDA MOSSA: L’INVESTIMENTO NELLA PRODUZIONE DI MATERIALE ROTABILE

Buffett ha infatti allargato la sua presenza nel campo ferroviario acquisendo una società specializzata questa volta nella produzione di carri ferroviari. Si tratta di Marmon Group, maggiore costruttore di materiale rotabile, attivo nel settore dei vagoni merci e delle cisterne. Nel frattempo ha dedicato attenzione a tante altre imprese ferroviarie, sebbene puntando soltanto su quote marginali.

WALL STREET, I TRENI IN CORSA E QUELLI IN PARTENZA

Gli analisti americani guardano adesso con particolare attenzione al comparto dei treni, dopo aver per anni predicato di investire nel settore della logistica e del trasporto su gomma. La riscoperta della ferrovia consente fra l’altro di puntare su molte società quotate in Borsa, di cui alcune hanno già ottenuto prestazioni eccellenti. Il caso più significativo è quello di Trinity Industries (quotata al Nyse con sigla TRN), che nel 2013 ha quasi raddoppiato la quotazione, grazie a un ottimo Eps (utile per azione) di 4,67 dollari, che non si riflette ancora in un’elevata distribuzione di dividendi, essendo il “dividend yield” fermo allo 0,85%. Ciò significa che le potenzialità di incremento sono interessanti, il che si riscontra d’altra parte nella maggioranza delle società ferroviarie quotate a Wall Street. E’ un mondo che esce da un passato legato a visioni tradizionaliste: gli utili si fanno ma non si distribuiscono, nel timore di tempi cupi. Ora questa visione sta tramontando, anche perché l’America ha bisogno di trasporto a basso costo per le sue materie prime. Il treno è la risposta giusta ed è possibile che, sull’onda di Warren Buffett, tanti altri investitori facciano fortuna con il business delle rotaie.

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