Prudenza o rischio? In questa fase dei mercati,  difficile da valutare anche per i professionisti del settore, entrambe le strategie si giustificano. Ecco allora:

-  uno strumento finanziario (ETF) per gestire con accortezza

-  un’azione e un’obbligazione per provare a guadagnare (con un po’ di azzardo)

IL BOND – SFRUTTARE LA FORZA DEL DOLLARO. MA SOLO PER TRE MESI

I professionisti del Forex sono convinti che il dollaro continuerà a rafforzarsi sull’euro, dopo la corsa degli ultimi mesi. Un modo semplice per cogliere questa occasione è di puntare su un’obbligazione espressa appunto in dollari, con rischio emittente e variazione tassi a zero. E’ quanto si può realizzare con la Italy 26/1/2015 a cedola 3,125% (Isin US465410BV92), quotata sul Mot di Borsa Italiana: emittente il nostro Paese, scadenza super corta e moneta di espressione il dollaro Usa appunto. Qualcuno potrebbe osservare che su un termine di tempo così corto l’impatto commissioni è rilevante: innanzi tutto si riferiscono solo a quelle di acquisto, perché comunque occorre andare a scadenza, salvo cataclismi per l’euro! Nel qual caso potrebbe rendersi interessante uscire prima e incassare una buona plusvalenza. Inoltre il titolo ha un lotto minino di 100.000 USD (circa 80.000 euro), un bell’importo, con il quale l’effetto commissioni è marginale.

Il bond quota sui 100,5, cioè sopra la pari a cui verrà rimborsato. In termini quindi di rendimento assoluto non c’è alcun margine, se si trascura il fattore valutario. La validità dell’operazione sta solo nel proseguimento della corsa del biglietto verde entro i prossimi tre mesi, assumendosi un rischio pari a zero sugli altri fronti. Ma sul primo l’incognita resta!

L’ETF – ECCONE UNO CHE PUNTA SUI TITOLI MENO BALLERINI 

Volatilità: è la parola d’ordine in queste settimane in Borsa. Significa alti e bassi che si succedono con elevata rapidità. Per chi fa trading è poesia. Per chi è collocato sul lungo periodo si tratta di un motivo di preoccupazione in più, poiché il portafoglio naviga fra segni meno e segni più. Un’alternativa però c’è: puntare sugli Etf cosiddetti a bassa volatilità, riferiti a indici che selezionano azioni con una volatilità appunto più bassa. Ve ne sono vari quotati a Borsa Italiana e in particolare segnaliamo l’Amundi Msci Europe Min Volat (Isin FR0010713768). Purtroppo non scambia molto, il che sta succedendo negli ultimi tempi per molti Etf, ma ciò non impedisce che questo strumento vada preso in considerazione.

Cosa c’è nell’indice di riferimento.L’indice si basa sulle azioni più importanti dei mercati di 16 nazioni europee, con una copertura dell’85% circa di tutta la capitalizzazione borsistica, adattata alle fluttuazioni delle Borse. I titoli sono selezionati secondo una tecnica di ottimizzazione messa a punto dallo stesso emittente. Da inizio anno l’Etf ha registrato una performance positiva del 7%, con movimenti nel complesso regolari, salvo a metà ottobre quando si è registrata una correzione accentuata, poi in poco tempo superata.

L’AZIONE – SAIPEM, UNA SICUREZZA TRASFORMATASI IN INCERTEZZA

Sembrava una garanzia per gli investitori italiani, che la vedevano come una Eni-bis. Saipem sta invece deludendo da un po’ di tempo, con un andamento negativo che la riporta indietro, quasi al 2009, cioè all’apice della crisi dei mercati post Lehman. Il titolo è sceso sotto il supporto chiave dei 12,49 euro e questo non è un bel segnale. I motivi di un calo così consistente sono vari, ma la maggiore sta nella dichiarazione della proprietaria Eni di non considerare Saipem un “asset core”, cioè centrale e strategico.Il che significa molte cose, a cominciare dalla volontà di cedere. Del che si parla con insistenza, sebbene i possibili compratori non siano forse oggi ben visti, perché o russi o cinesi.

Eni: Saipem sempre in vendita?

Nave gru Saipem, la più grande del mondo quando fu costruita a Monfalcone nel 1987 

Cosa conviene fare al piccolo investitore esposto sul titolo? Considerare il livello dei 12,49 euro come un livello decisivo: solo al suo superamento si verificherà un possibile risveglio, qualunque sia il motivo a indurlo. I volumi giornalieri sono bassi e soltanto sopra controvalori di 120/140 milioni di euro si avrà un segnale di evidente rientro di flussi in acquisto. Negli ultimi giorni essi sono cresciuti, con prevalenza dei venditori. Un improvviso rimbalzo è possibile, ma avverrà solo in presenza di notizie o indiscrezioni su nuovi soci. Il quadro generale appare quindi ancora problematico.

photo credit: Ervins Strauhmanis via photopin cc