Niente potrebbe spingere in su le Borse quanto un’abbinata semplicemente fantastica: un ribasso dei tassi di interesse in Cina e segnali di avvio di un Quantitative Easing  in Europa da parte della BCE. Su entrambi i fronti si registrano in effetti ipotesi concrete e quindi l’ottimismo torna a far capolino sui listini azionari; pur con inevitabili alti e bassi, spesso determinati da notizie contradditorie.

L’AZIONE –  AI PREZZI ATTUALI IL DIVIDENDO ENI RENDE IL 6,5%

Negli ultimi tempi il titolo Eni ha deluso i tanti cassettisti italiani abituati a tenerlo in portafoglio come se fosse un’obbligazione. Il crollo del prezzo del petrolio, passato – per il Brent – dai 112 dollari di inizio estate agli 80 circa di oggi, è all’origine del forte ribasso dell’azione italiana, che presenta tuttavia un dividend yield (rapporto fra quotazione e dividendo distribuito) in netto inevitabile miglioramento. Gli 1,11 euro assegnati quest’anno porterebbero – nell’attuale situazione di prezzi – a un rendimento da dividendo del 6,5%. Altro che Btp e altri tipi di titoli di Stato e obbligazioni!

Come e quando acquistare E’ quindi arrivato il momento di comprare? Dopo il rimbalzo di venerdì scorso, molto violento, il titolo si sta avvicinando alla resistenza dei 17,55 euro, livello su cui si assisterà quasi di certo a una certa volatilità. Ogni discesa sotto i 17 euro è una circostanza di acquisto, ma certamente sui 16 euro, toccati in più occasioni nelle ultime settimane, l’occasione diventa fenomenale. E’ possibile che questa quotazione non la si riveda nel breve e medio termine, ma per chi disponga di una certa liquidità mettere un ordine a revoca di lungo termine su un livello leggermente superiore (16,1 euro) è un’ottima scelta. Il quadro generale del petrolio è ancora incerto, con poche prospettive di forti riprese nel breve termine; ciò inciderà sui trend di Eni, che resta tuttavia un titolo da monitorare con attenzione, al di là del quadro generale del settore.

L’OBBLIGAZIONE –  UN BOND MPS CON SCADENZA 2020 PER CHI AMA IL RISCHIO 

Le attuali complesse vicende della banca Monte dei Paschi di Siena si ripercuotono negativamente sulle quotazioni di alcune sue obbligazioni. Lo conferma un bond subordinato Lower Tier 2 emesso nel 2010 e con durata decennale, dalla cedola del 5,6%, con quotazione sui 102,7 e rendimento reale lordo del 5%.