Non ripetete l’errore di Carlo De Benedetti, che rifiutò  di comprare per 200 mila dollari il 20% della Apple degli esordi (oggi varrebbe 100 miliardi!). Anche con poche centinaia di euro potete diventare azionisti di piccole aziende, magari destinate a un grande futuro. Come farlo? Acquistando titoli di startup, cioè di imprese – impegnate soprattutto in campo tecnologico – appena partite ma con forti potenzialità di crescita e capaci di moltiplicare all’infinito i propri business. Ciò è possibile negli Usa e in Gran Bretagna, dove esistono canali di inserimento in Borsa proprio delle startup. Che potrebbero diventare le Apple, Yahoo o Microsoft del futuro. Sceglierle tuttavia non è semplice e quindi il ricorso a Etf e fondi è il mondo migliore per evitare problemi di reperimento e di acquisto.

L’ETF PER PUNTARE SULLE IPO DI WALL STREET

Un primo strumento utile allo scopo è l’Etf First Trust IPOX-100, quotato alla Borsa di New York (NYSE) con la sigla FPX: lanciato nel 2006, ha come riferimento l’indice Ipox e copre tutte le maggiori Ipo (Initial public offering), cioè le offerte pubbliche di azioni che si quotano nelle Borse americane. I titoli interessati sono quelli sia di grandi operazioni (per esempio Google) sia di piccole capitalizzazioni dalle notevoli prospettive. Un caso emblematico riguarda Chipotle Mexican Grill (sigla al Nyse CMG), che nel 2006 raddoppiò il prezzo nell’arco di poche ore.

Gli esempi da citare potrebbero essere tanti altri. Alcuni analisti sono critici nei confronti dell’indice di riferimento, sostenendo che è soggetto alla cosiddetta bolla da esordio, ovvero a una sovravalutazione iniziale delle azioni rispetto al loro valore reale, per motivi puramente speculativi. Il mercato la pensa in maniera diversa e continua ad acquistare questo Etf, la cui quotazione è aumentata dal 2009 in poi, passando da 16 $ agli attuali 46 $.

L’ETF EUROPEO DELLE SMALL CAP CANDIDATE A CRESCERE DI PIU’ 

C’è un altro modo, altrettanto indiretto, per puntare sulle piccole società che potrebbero decollare. Consiste nello scegliere le piccole capitalizzazioni di Borsa che si ritengono capaci di una grande crescita. E’ quanto propone un Etf quotato anche in Italia, il Lyxor Msci Emu Small Cap, che ha come benchmark (parametro di riferimento) l’omonimo indice, rappresentativo delle azioni più liquide della zona euro, con capitalizzazione compresa tra 200 milioni e 1,5 miliardi di dollari Usa (utilizzati come valuta di riferimento). L’indice si prefigge di rappresentare, in tale ambito, il 40% della quota borsistica totale di ogni industry group, in ogni Stato della zona euro. C’è quindi una presenza massiccia del settore industriale, dove spesso si nascondono stelline destinate a splendere nel cosmo dell’economia. Anche questo Etf ha fatto segnare performance di tutto rilievo: nel solo ultimo anno la sua quotazione è salita del 27,5%.

Pensare ormai che le potenzialità di sviluppo delle Borse possano essere legate alle blue chip, cioè ai giganti consolidati dell’economia, non ha senso. E’ fra le piccole che ci sono riserve di maturazione: non solo di business, ma anche di capitale in Borsa.

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