Finora l’Italia è rimasta ai margini del fenomeno, ma l’autunno potrebbe portare qualche novità: le operazioni fra grandi gruppi – in tutti i settori – diventano ormai una costante in Europa, con “M&A” (fusioni & acquisizioni) miliardarie. Nel 2014 sono state almeno una quindicina quelle già portate a termine o sulle quali si sta giungendo a conclusione. Per i piccoli azionisti tutto questo quali vantaggi comporta? Ecco un’analisi di cosa è successo ad alcuni dei titoli coinvolti nei “merger” di maggiore peso.

DALLE MEGA OPERAZIONI CONTRACCOLPI DIFFERENTI 

Il matrimonio più significativo, per un importo di 54,7 miliardi di dollari, è stato celebrato nel settore farmaceutico, con la fusione fra la statunitense AbbVie e l’irlandese Shire: la prima pagherà circa 52,48 sterline per ogni azione della società con base a Dublino e gli azionisti della seconda riceveranno 24,44 sterline in contanti e 0,8960 nuove azioni AbbVie. Le reazioni sono state contrastanti. AbbVie ha perso 4 dollari alla Borsa di New York, ma Shire si è avvantaggiata fortemente, passando da 35 a 49 sterline nell’arco di poche sedute sul listino londinese.

Le due leader europee del cemento, la francese Lafarge e la svizzera Holcim, hanno annunciato lo scorso aprile una fusione alla pari, con un fatturato congiunto di 32 miliardi di euro e l’operazione è stata stimata di un importo di 37 miliardi di dollari. Per Lafarge la reazione alla Borsa di Parigi è risultata subito molto positiva; in seguito – dall’inizio di luglio – è iniziata una fase di debolezza, che l’ha guidata da un massimo di 67 fino a 60 euro. Più regolare l’andamento di Holcim (segnalata a suo tempo da GenteMoney.it con un giudizio positivo di Banca Vontobel) che comunque si è avvantaggiata in primavera, passando in poche sedute da 67 a 81 franchi alla Borsa di Zurigo.

La lussemburghese Altice, che già controlla l’operatore via cavo Numericlable, ha acquistato da Vivendi la società telefonica francese Sfr, per un importo di 13,5 miliardi di euro. E’ la terza operazione in ordine di importanza in Europa nel 2014. Da marzo a maggio Altice ha quasi raddoppiato di quotazione all’Euronext di Amsterdam, mentre Vivendi ha vissuto una fase di una certa euforia nel periodo di avvio delle trattative, aperte anche ad altri potenziali partner, per poi correggere successivamente.

Molto chiacchierato anche il matrimonio fra la svizzera Novartis e la britannica GlaxoSmithKline, con un’operazione da 16 miliardi di dollari. La prima ha acquistato il settore oncologico della seconda e ceduto a Gsk la sua divisione vaccini. L’accordo tra i due big della farmaceutica prevede poi la creazione di una joint venture nel campo della sanità pubblica, con un fatturato previsto di oltre 10 miliardi di dollari. Novartis ha guadagnato alla Borsa di Zurigo oltre 5 Chf (passando da 75 a 80 Chf), mentre GlaxoSmithKline ha sofferto negli ultimi tempi, sull’onda di un warning utili.

L’ITALIA PER ORA E’ FUORI, MA…

La Borsa di Milano non è stata finora toccata da questo processo di acquisizioni e fusioni. Negli ultimi giorni sono circolate voci (del tutto prive di fondamento) di un interesse del gruppo Volkswagen per Fiat-Chrysler. Molti corteggiatori sarebbero interessati a Telecom Italia, ma quella che appare la prima vera preda possibile è Saipem, su cui il mercato sta scommettendo da alcune sedute. I più significativi “M&A” potrebbero però avvenire nell’ambito delle medie aziende, quotate sul MidCap, un tessuto imprenditoriale che da sempre piace all’estero. Gli ottimi movimenti di Borsa registrati nel resto d’Europa lasciano intendere che acquisizioni e matrimoni portano valore e vanno seguiti con attenzione. Alle prime voci tutti quindi pronti a scattare…

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