Ora spetta a Draghi (nella foto). Fra una settimana la Bce ufficializzerà le sue scelte per rilanciare l’economia europea e bloccare soprattutto i pericoli di deflazione. Quali decisioni prenderà? Difficile dirlo, ma alcune ipotesi circolano da giorni. Il pacchetto di interventi potrebbe prevedere un ulteriore taglio dei tassi di interesse (oggi allo 0,25%), con un atterraggio poco sopra lo zero; un tasso negativo sui depositi “overnight” delle banche, cioè su quanto parcheggiano presso la Bce dalla sera all’indomani (il che vorrebbe dire che gli istituti pagherebbero e quindi sarebbero ostacolati in questa prassi che causa minori prestiti all’economia e alle famiglie);  infine una rivitalizzazione degli Abs.

Di che si tratta? Di speciali strumenti finanziari, emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione, simili alle obbligazioni; acquistandoli dalle banche la Bce immetterebbe capitale nel sistema, aumentando il flusso di denaro reso disponibile, anche in questo caso, ai consumi privati. L’ipotesi invece di un nuovo Ltro, cioè di un’asta di liquidità in cui la Bce concede prestiti alle banche che lo richiedono, appare poco probabile; ma non da escludere. E non è detto che tutto ciò possa realizzarsi allo stesso momento. Più verosimile una suddivisione su scadenze diverse.

QUALCHE IPOTESI DI INVESTIMENTO E’ GIA’ POSSIBILE

Quali saranno gli effetti immediati è difficile dirlo, ma alcune supposizioni su dove investire eventuale liquidità disponibile sono attendibili. Uno dei movimenti più probabili riguarda il Bund, cioè il titolo di Stato tedesco, che potrebbe finalmente staccarsi dai livelli record attuali di prezzo per scendere verso rendimenti maggiori (finalmente il tanto agognato 2%?). Inevitabile quindi l’impatto su tutte le obbligazioni, asset su cui oggi occorre investire con una certa prudenza.

Meglio puntare sulle Borse dei Paesi periferici dell’Europa, con Italia e Spagna in primo piano e ancor più su alcune delle loro banche, quelle maggiormente solide. Interesse anche per l’azionario cosiddetto ciclico, ovvero riferito ad aziende correlate con l’andamento dell’economia. Se le intenzioni della BCE sono di evitare i rischi di deflazione, è evidente che occorre agire in modo da rilanciare i consumi; ne godono quindi la grande distribuzione, il mondo dell’automobile, l’edilizia (sebbene in maniera meno accentuata) e tutto quanto ha a che vedere con abbigliamento, alimentazione, cura della persona ed elettronica. Strutturalmente è probabile un esito positivo pure per le medie capitalizzazioni di Borsa, che potrebbero beneficiare della maggiore liquidità disponibile sul mercato.

ATTENZIONE ALL’EURO

Importante anche l’effetto traino sui Paesi emergenti, come già successo varie volte con le operazioni di stimolo adottate da altre Banche centrali, quali quelle statunitense e giapponese. L’handicap maggiore lo dovrebbe invece subire l’euro, oltre al già citato Bund, sebbene non sia prevedibile un eccessivo indebolimento rispetto a dollaro, sterlina, ecc. Il consiglio più importante è comunque di non avere certezze e premura nel prendere posizione. Meglio una tattica prudente, adeguata all’evoluzione della situazione, anche perché – come abbiamo detto – è poco probabile che la BCE prenda tante risoluzioni allo stesso momento. Essendo stata ferma per lungo tempo, strutturerà il suo intervento almeno su due tappe. Anticipare troppo le sue mosse sarebbe un errore, così come perdere l’attimo successivo. Occhio quindi alle notizie!

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