In una strana giornata estremamente nervosa, partita in forte rialzo e poi scesa in negativo, sempre per vicende di natura geopolitica (ormai elemento di traino per le Borse di tutto il mondo) alcuni titoli si sono messi particolarmente in luce. Come Mediobanca in Borsa Italiana.

Il mercato riscopre finalmente la banca di Piazzetta Cuccia (nella foto) e ciò avviene sull’onda dei dati positivi dell’esercizio chiuso il 30 giugno e annunciati nei giorni scorsi. L’utile è risultato di 465 milioni di euro, rispetto alle perdite per 176 milioni dell’anno precedente, il che comporta il ritorno al dividendo di 0,15 euro per azione. Proprio questa notizia ha costituito il propellente per un consistente rimbalzo, con un +2,7% mercoledì, un +0,93% ieri e un +0,21% oggi, con chiusura a 7,09 euro. Il tentativo di restare sopra i 7 euro si è dimostrato nella seduta odierna una bella prova di forza.

Di qui a prospettare una crescita fino a 9 euro, come indicano alcuni analisti, può sembrare esagerato nel breve termine, mentre appare più che realistico a media scadenza, in presenza comunque di mercati favorevoli. In questi giorni in realtà il titolo sta lottando, da un punto di vista di analisi grafica, con una situazione alquanto complessa, trovandosi a combattere sia con la media mobile a 200 sedute sia con una resistenza, che di fatto si accavallano fra i 7,06 e i 7,07 euro. E’ inevitabile una fase di congestione, superata la quale non dovrebbero esserci ostacoli a raggiungere quanto meno i 7,8 euro. E’ evidente che in un periodo di stress test e asset quality review, con cui il sistema bancario sta per confrontarsi, anche Mediobanca dovrà affrontare un intervallo complicato, ma almeno lo farà con alle spalle gli esiti positivi di un buon esercizio.

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