Grande incertezza sui mercati finanziari, ormai sottoposti a spinte ribassiste per vari fattori, di cui il più citato negli ultimi giorni riguarda la crisi politica in Grecia e la sua ventilata uscita dall’euro. In realtà i motivi di tensione vanno ben al di là di Atene. Il continuo crollo del prezzo del petrolio, con il Wti sceso sotto 50 dollari e il Brent sotto i 55, con una quotazione media 2015 prevista a 68 dollari, ma con alcune banche di affari che lo danno in caduta a 45 dollari, lascia intendere che qualche default (insolvenza, Stato che non rimborsa i titoli pubblici, ndr))  è nell’aria, con il Venezuela in prima linea. E la parola fa tremare, perché riapre temi poco amati dalla finanza internazionale.

Altrettanto preoccupante il cedimento dell’euro, che nei primi giorni del nuovo anno raggiunge già i livelli (dollaro sotto 1,20) pronosticati per metà o addirittura fine 2015. Infine le ipotesi di tentennamenti dell’economia cinese nei prossimi mesi sono un ulteriore fattore di tensione.

RENDIMENTO DA DIVIDENDI: ECCO I MIGLIORI TITOLI EUROPEI DA TENERE D’OCCHIO 

In questo quadro occorre agire con molta prudenza nelle scelte di Borsa. E’ comunque certo che stanno sbocciando sul mercato occasioni forse irripetibili dal punto di vista dei rendimenti da dividendo, almeno relativamente ad alcuni comparti. In primo piano inevitabilmente quello energetico.

●  ITALIA - Segnaliamo tre titoli con rendimenti da dividendi interessanti: è il caso soprattutto di Eni, che supera il 6%, specialmente dopo il crollo delle ultime ore, di Snam Rete Gas al 5% e di Tenaris, ormai al 3%. E’ pur vero – per quanto riguarda la prima – che non si ha ancora conferma di un dividendo, riferito al 2014, allineato ai valori delle annate precedenti.

FRANCIA - E’ ancora il mondo energetico, con le sue varie connotazioni, a offrire rendimenti del tutto inattesi solo pochi mesi fa e ormai nettamente superiori rispetto a quelli delle obbligazioni emesse dalle rispettive società. Lo confermano Gdf Suez, che si attesta al 6,1%, Total al 6% ed Edf al 5,5%.

SPAGNA Repsol, leader del settore petrolifero, garantisce oltre il 7%, mentre Telefonica si assesta sul 4,8%.

OLANDA - Sempre il mondo energetico torna su rendimenti da dividendo impensabili l’anno scorso: Fugro, che opera anche in altri comparti, assicura oltre il 7% e il gruppo petrolifero leader Royal Dutch Shell si posiziona quasi al 6%.

TASSAZIONE: ECCO PERCHE’ E’ MEGLIO INVESTIRE NEI DIVIDENDI DELLA BORSA ITALIANA 

La possibilità di costruire un portafoglio differenziato, anche con investimenti di sole poche migliaia di euro, ma pur sempre esposto al rischio azionario, va oggi presa in considerazione, pur con la consapevolezza che finora poche società hanno reso pubbliche le proprie intenzioni di distribuzione degli utili riferite al 2014. In linea di massima non ci dovrebbero però essere novità rilevanti sulla misura dei dividendi che saranno distribuiti quest’anno, almeno per quanto riguarda i maggiori gruppi citati.

Resta da prendere in considerazione l’aspetto fiscale: purtroppo i rendimenti da dividendi dei titoli esteri sono sottoposti  a doppia tassazione (nel Paese d’origine e in Italia), salvo per chi voglia avventurarsi nel non facile percorso di rimborsi che richiedono pratiche abbastanza complesse. Ne consegue che: o ci si accontenta di vedersi decurtare i rendimenti effettivi di percentuali superiori al 26% dell’aliquota fiscale italiana, per l’aggiunta dell’aliquota straniera, che varia da Paese a Paese; oppure si punta soltanto sulle azioni di casa. Accontentandosi magari di profitti lordi un po’ minori.

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