Comprare il detersivo o altri prodotti per la casa di una marca leader a 1 centesimo di euro. Possibile? Sì. E’ quanto sta offrendo la Henkel (Dixan, Nelsen, Vernel, Perlana, Pril, e così via) per alcuni articoli a chi effettua via Internet (www.casahenkel.it) acquisti per almeno 60 euro: oltre questa soglia scatta la promozione di 10 prodotti a 0,01 euro (un centesimo) con in più il vantaggio del trasporto gratis, già previsto comunque per ogni ordine sopra i 35 euro. Ovviamente c’è una scadenza entro la quale vale la promozione: il 3 settembre.

E’ solo un esempio fra i tanti di un’estate pazza (in senso positivo!) per i prezzi dei prodotti di largo consumo, stressati dalla crisi. L’acquisto diretto sta diventando una variabile interessante in termini di condizioni economiche, talvolta con la richiesta di un quantitativo minimo, che può poi essere suddiviso fra amici o in famiglia.

Il caso Henkel conferma che la ricerca attraverso i siti Internet deve diventare una costante per il consumatore. Perché le offerte nell’e-commerce non avvengono solo per i detersivi, ma anche per le biciclette, i vini, gli articoli sportivi in genere, le borse, l’arredamento e tanti altri settori, senza passare attraverso gruppi di acquisto. Il rapporto è diretto con il produttore e ciò comporta un vantaggio: non ricevere messaggi a raffica su promozioni di articoli che non interessano. C’è tuttavia un difetto: richiede più tempo per scovare e valutare le offerte, non sempre ben pubblicizzate dalle marche, probabilmente per evitare conflitti con le normali reti di vendita. Inoltre abbiamo verificato dei messaggi poco chiari, tali da imporre richieste di precisazioni ai numeri verdi o alle strutture commerciali delle aziende interessate.

 IN ITALIA ANCORA UN PO’ DI RESISTENZA

Questo modo di comprare, ormai molto diffuso negli Stati Uniti, incontra qualche ostacolo – inevitabile – a propagarsi in Italia, per vari motivi: abitudini consolidate ad acquistare nei centri commerciali; scarsa dimestichezza con l’e-commerce; diffidenze nell’utilizzo delle carte di credito, anche di tipo prepagato; timori di successive pressioni per altri ordini. Inoltre i quantitativi minimi sono talvolta un ostacolo.

Il nostro consiglio è però un altro: volendo acquistare prodotti attraverso i siti delle società, occorre essere bene informati sui prezzi praticati nei negozi o centri commerciali. In molti casi le differenze sono consistenti, in altri invece marginali. Nessun problema invece sotto il profilo della qualità: essendo l’azienda titolare del marchio a vendere, qualsiasi difetto non comporta problemi di sostituzione, semmai più agevole rispetto a quanto avviene con i gruppi di acquisto, che sono comunque realtà di intermediazione.

AGROALIMENTARE SEMPRE PIU’ ONLINE

I prodotti della terra sembrano raccogliere un certo interesse da parte dei consumatori, nel canale diretto via Internet, per maggiore facilità di reperimento di quanto si cerca e per migliore competitività dei prezzi, data l’assenza di un canale commerciale. Molte piccole e medie imprese del settore si sono lanciate in quest’ambito, con ottimi risultati. Fra l’altro la clientela italiana è assai attiva, con una propensione all’acquisto di alimenti più elevata rispetto ad altri settori merceologici.Secondo una recente indagine, nel Food & Beverage (cibi e bevande) la disponibilità all’online è aumentata del 44% negli ultimi due anni, a livello internazionale.

ANCHE L’AUTO, MA L’ACQUISTO SI CHIUDE DI PRSONA

Sta anche affermandosi il comparto auto, sebbene più sotto il profilo dell’avvio di trattativa commerciale (valutazione del prodotto, identificazione di modello e optional, contatto con il venditore e primo scambio di informazioni) che non di acquisto diretto. Qualche esperienza di vendita a prezzo scontato è stata condotta, ma con risultati poco soddisfacenti, poiché il fattore emozionale – nell’ordinare una vettura – svolge un ruolo decisivo e richiede un contatto con la controparte, comunque indispensabile per le implicazioni burocratiche.

IL CONCORRENTE: L’ OUTLET

L’alternativa dell’outlet aziendale resiste, ma lo shopping online ha il vantaggio di offerte speciali a condizioni favolose, che i produttori attivano, spesso con termini di tempo rapidi, soprattutto a fine stagione o a fine mese, in funzione di esigenze di riduzione stock o di incremento del fatturato. L’outlet ha il beneficio di una più ampia offerta, ma si addice soprattutto all’abbigliamento, che applica la vendita online scontata in maniera piuttosto casuale e con scarsa pubblicizzazione. Per tanti prodotti – comprati soprattutto attraverso la grande distribuzione – si stanno sviluppando invece le offerte dirette via Internet, sebbene talvolta con modalità poco pubblicizzate. Per esempio con la sola indicazione di un’area “carrello”, dentro la quale si trovano prezzi più o meno scontati. La ricerca e la pazienza sono quindi obbligatorie, in attesa che – come ha fatto la Henkel – lo specifico fattore promozionale diventi argomento di marketing.

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