Parlare in questi giorni della banca Monte dei Paschi di Siena non è facile, vista la tempesta in corso dopo la bocciatura da parte della BCE. Proprio questa situazione ha determinato un calo delle quotazioni di alcune sue obbligazioni, più per fattori emotivi che di reale rischio. E’ il caso, per esempio, di una a tasso variabile, con scadenza 29/9/2017, quotata al Mot di Borsa Italiana (Isin IT0004739576), emessa per conto di Banco Posta, e del tipo cosiddetto “cap and floor”. Cosa significa? Che comunque si muova il tasso Euribor cui è indicizzata, il rendimento lordo è compreso fra il 4,4% (ovvero il “floor”) e il 5,5% (che corrisponde al “cap”).

CON “CAP E FLOOR” IL BOND RENDE DI PIU’

Considerando che la struttura si basa sull’Euribor a 6 mesi, maggiorato di uno spread (differenziale) dell’1,2%, se non ci fosse il floor, ovvero il gradino minimo, la cedola attuale non supererebbe l’1,4%. Invece è del 4,4% lordo, corrispondente a un 3,25% netto. La sua quotazione attuale è però superiore a 100, attestandosi sui 103,5. Ne consegue che il rendimento reale è del 3,2% lordo e del 2,4% netto, certamente migliore rispetto alle offerte sulla liquidità della stragrande maggioranza delle banche. Ci si assume il rischio MPS e su quest’aspetto le valutazioni non possono che essere soggettive. Il mercato, che è oggettivo, non sembra però preoccuparsi più di tanto, se si considera che quest’obbligazione ha sofferto un po’ negli ultimi giorni, ma resta tuttavia sopra il livello chiave di 100.

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