Lo chiedono alcuni di voi lettori di GenteMoney.it. Altri fanno richieste più articolate. Le abbiamo sintetizzate e vi suggeriamo come investire importi di 10.000, 20.000 e 50.000 euro. Oggi iniziano dalla prima ipotesi, quella che interessa la maggior parte degli investitori: come e dove investire 10 mila euro.

DUE FATTORI CHIAVE: TEMPO E RISCHIO

Occorre innanzi tutto scegliere fra due fattori decisivi: tempi e rischi. Solitamente chi ha 10.000 euro da collocare si pone come obiettivo periodi medi (alcuni anni) e nessun salto nel buio. Se la tempistica è corta (uno o due anni) e non si vuole rischiare, le possibilità di ottenere rendimenti soltanto accettabili si riducono di molto nell’attuale quadro dei mercati,

Con 10.000 euro si possono comunque realizzare investimenti interessanti, ma è consigliabile dividere l’importo in due o tre quote, da destinare a settori diversi.

A) UN TERZO IN  BUONI FRUTTIFERI POSTALI

In una prospettiva di alcuni anni un terzo almeno dei 10.000 euro può essere destinato ai Buoni fruttiferi postali legati all’inflazione. Con una durata di 10 anni garantiscono al rimborso:

● un rendimento fisso (la serie attualmente offerta lo prevede allo 0,75% annuo);

● il recupero, sia sul capitale investito sia sugli interessi maturati, del 100% dell’inflazione italiana rilevata nel periodo dell’investimento e fissata dall’indice Istat Foi (esclusa la componente tabacco).

Possono essere venduti anticipatamente in qualsiasi momento, con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo 18 mesi, anche al riconoscimento degli interessi fissi e dell’inflazione maturati nel periodo.

B) UN TERZO IN BTP ITALIA 

Un altro terzo dei 10.000 euro può essere destinato a un Btp Italia (per esempio quello con scadenza 12/11/2017, dal codice di identificazione IT0004969207): garantisce una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi. Infatti, sia il capitale sia le cedole, pari a un tasso reale annuo del 2,15% e in pagamento il 12 maggio e il 22 novembre di ogni anno di durata del prestito, sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione italiana, misurata dall’indice Istat dei prezzi al consumo.

ALTERNATIVA: UN ETF SUI DIVIDENDI

Per chi abbia una prospettiva più lunga (5/6 anni) un’alternativa al Btp Italia è di puntare su un Etf azionario ad alta distribuzione di dividendi. Si tratta di prodotti che investono su società impegnate ad assegnare una quota rilevante dei propri utili agli azionisti. Garantiscono una potenziale rivalutazione del capitale, tanto più nell’attuale fase di bassissimi tassi di interesse. Espongono tuttavia al rischio azionario (e di questo l’investitore deve essere cosciente), ma si tratta di prodotti finanziari in cui l’abilità del gestore consente di ottimizzare la sostenibilità dei dividendi nel tempo. Sono disponibili vari Etf di tale tipo: in un prossimo articolo ne approfondiremo le caratteristiche.

C ) INFINE UN UN TERZO IN ORO!

Qui andiamo decisamente controcorrente. Oggi all’oro credono in pochi, ma il suo ruolo storico di ammortizzatore nelle fasi di tensioni finanziare, sempre possibili, non è ancora stato smentito dai fatti. Detenere un po’ di metallo aureo con il possesso fisico non è male, purché si possa collocare in tutta sicurezza (su questo fronte i consigli non servono: ognuno deve fare da sé!). Con il terzo restante dell’investimento disponibile è possibile quindi comprare due lingottini da 50 grammi di purezza 999. Dove acquistarli? Presso operatori qualificati e di cui si conosca la professionalità. Non certo nel primo negozio che capita.

FONDAMENTALE: POCHI COSTI

L’importante della scelta che si realizza è di evitare collocamenti bancari  e di garantire basse spese di gestione del dossier titoli e ridotte imposte varie. Con la mini patrimoniale al 2 per mille, che grava su tutto quanto è depositato in un istituto di credito, purtroppo quasi ogni prodotto è ormai sottoposto a un ulteriore fardello fiscale. Ecco perché nella scelta del fornitore di servizi (banche o Poste), con cui operare, verificare se qualcuno offre agevolazioni sotto questo profilo – per esempio zero imposta di bollo o zero commissioni sul conto – è fondamentale. Quasi più delle decisioni sugli investimenti da realizzare.

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