Con l’avvento dei supermercati online dei fondi sono quasi del tutto scomparse le commissioni di sottoscrizione. Grazie agli accordi con le diverse case d’investimento, infatti, i distributori di fondi via web consentono di acquistare fondi comuni e comparti di sicav evitando i costi di entrata e, in molti casi, anche quelli di uscita (rimborso). Ma non per questo si può affermare che un fondo comune non costi niente. Ogni anno, le società di gestione italiane (Sgr) sono infatti tenute a comunicare ai sottoscrittori e al pubblico, il Ter (total expense ratio), ovvero l’indicatore sintetico di costo annuo. In pratica, vengono sommate tutte le spese che gravano a vario titolo sul fondo comune, dalla commissione di gestione a quella di incentivo o performance, dagli oneri pubblicitari alle provvigioni per la banca depositaria, dai costi legali alle spese amministrative, dai diritti alle autorità di vigilanza ai costi di esercizio, e il totale viene rapportato al patrimonio medio annuo del fondo: il valore ottenuto, espresso in percentuale, indica quali sono stati i costi annui complessivi del fondo.

E’ vero che il Ter è già incluso nel valore della quota, ma è altrettanto vero che non tutti i fondi hanno gli stessi costi di funzionamento annui.Nel 2012, ultimo anno disponibile, il Ter medio dei fondi di diritto italiano si è posizionato all’1,56%, valore che si attesterebbe all’1,30% qualora, invece della media semplice, si adottasse il criterio della media ponderata in funzione degli asset di ogni singolo fondo. Restando sulle medie semplici, il Ter medio dei fondi a indirizzo azionario è risultato del 2,03%, quello dei fondi bilanciati dell’1,85%, quello dei prodotti flessibili dell’1,66%, quello dei fondi a vocazione obbligazionaria dell’1,05% mentre quello dei fondi monetari non è andato oltre il mezzo punto percentuale (0,50%).Ogni sottoscrittore dovrebbe conoscere il Ter del fondo che intende sottoscrivere: questo gli permette di sapere quali costi complessivi graveranno sulla gestione del prodotto a prescindere dall’andamento dei mercati finanziari, e cioè sia in caso di rialzo degli indici che in caso di ribasso dei listini.

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