Le cosiddette strategie alternative sono quelle utilizzate dai gestori di fondi hedge (nella foto George Soros, creatore del famoso Quantum Fund) e di fondi Ucits.  Questi ultimi, destinati al pubblico, rispettano le regole europee e  - a differenza dei fondi comuni tradizionali – possono utilizzare (come i fondi hedge) i derivati e le vendite allo scoperto. Ecco di seguito quali sono e come funzionano le principali tra queste strategie “alternative”  di investimento.

Long/short equity o equity hedge 

I fondi long/short equity costruiscono portafogli azionari composti da posizioni rialziste (long) e ribassiste (short). Possono distinguersi per:

- mercato di riferimento (Usa, Europa, Asia, globali, e così via)

- settore (tecnologia, finanza, e così via)

- stile di investimento

- impostazione di portafoglio (Net long se le posizioni rialziste sono maggiori di quelle ribassiste, Net short nel caso contrario).

Global Macro

Operano in tutte le asset class (azioni, obbligazioni, valute, materie prime) anche attraverso prodotti derivati, cercando di approfittare dei vari trend di mercato assumendo posizioni lunghe (per guadagnare con i rialzi) o corte (per guadagnare con i ribassi). Si distinguono in:

- discrezionali (il gestore seleziona le posizioni del fondo sulla base di analisi di tipo fondamentale)

- quantitativi (l’analisi statistica influenza le scelte di portafogli).

 Event driven (Merger arbitrage  e distressed securities)

I gestori event driven sono specializzati nell’operatività di titoli (azioni, obbligazioni, obbligazioni convertibili, altri strumenti ibridi) soggetti ad operazione di finanza straordinaria come M&A (fusioni e acquisizioni di società), scissioni, spin off (quando un’attività o parte di un’azienda diventa società autonoma), ristrutturazioni, e così via. Quelli con un particolare focus nel settore delle acquisizioni vengono indicati con il termine merger arbitrage, mentre quelli nel settore delle ristrutturazioni del debito societario distressed securities.

Equity market neutral

I portafogli vengono bilanciati tra posizioni rialziste e ribassiste sul mercato azionario. L’obiettivo è “sterilizzare” il rischio di mercato, assumendo un rischio sulle specifiche azioni detenute in portafoglio. La neutralità del portafoglio è ottenuta studiando la correlazione tra le posizioni long e short.

Fixed income arbitrage

Strategia con focus sulle obbligazioni governative, assume posizioni neutrali combinando posizioni long e short su obbligazioni con scadenza diverse o assumere posizioni più direzionali scommettendo sui futuri movimenti della curva dei rendimenti.

Long/short credit

Strategia con focus sulle obbligazioni corporate (investment grade o high yield). Il gestore assume posizioni rialziste in specifici bond ritenuti sottovalutati coprendosi con posizioni “corte” in altre obbligazioni ritenute sopravvalutate o attraverso l’uso di derivati (CDS, future, opzioni su tassi).

Convertible arbitrage 

Operano nel settore delle convertibili (obbligazioni che a una data stabilita possono essere convertite in azioni). sfruttando la relazione che esiste tra le obbligazioni e le relative azioni per individuare titoli non correttamente quotati. L’obiettivo sono investimenti market neutral (vedere sopra) comprando l’obbligazione e vendendo allo scoperto la relativa azione.

Fonte: Hedge Invest

photo credit: International Monetary Fund via photopin cc