Dall’1,25% al 18,35%. E’ questo il ventaglio minimo-massimo che esiste tra la volatilità della categoria dei fondi monetari area euro (la minore in assoluto sul mercato) e quella relativa ai fondi azionari Italia (la maggiore tra tutte le categorie classificate da Assogestioni). L’arco di tempo esaminato si riferisce ai 36 mesi che vanno dal 31/5/2010 al 31/5/2013 e permette di ordinare la volatilità media annua del valore delle quote degli indici delle cinque macro-categorie (azionari, bilanciati, obbligazionari, monetari e flessibili) e delle 21 sotto categorie di Assogestioni.

Tra le cinque macro categorie quella con la volatilità più elevata (e quindi con il rischio più alto), si è confermata essere l’azionaria (10,40%), seguita dai bilanciati (4,83%), dai flessibili (4,29%), dagli obbligazionari (3,09%) e dai fondi monetari (1,25%): l’indice generale dei fondi, rappresentativo di tutti i prodotti, ha invece evidenziato una volatilità su base annua del 3,17%. Tra le 21 sotto categorie, invece, quella più “volatile” è stata, come abbiamo visto, quella dei fondi azionari Italia (18,35%); in seconda posizione i fondi azionari area euro (14,41%), seguiti dagli azionari Paesi emergenti (12,95%), dagli obbligazionari area dollaro Usa (11,29%), dagli azionari Europa 11,22%), dagli azionari Pacifico (10,60%) e dagli azionari America (10,30%).Il podio delle categorie meno volatili in assoluto, vede, al primo posto, i fondi monetari euro (1,25%), seguiti dagli obbligazionari governativi euro a breve termine (2,27%) e gli obbligazionari flessibili (3,28%).

Un indicatore molto importante

La volatilità è un indicatore molto importante per l’investitore. Messa in relazione alla performance, permette di avere una concreta indicazione di quale può essere l’ampiezza dell’oscillazione del valore delle quote (guadagno-perdita) a seconda del momento della sottoscrizione del fondo. Proviamo a fare un esempio. I fondi azionari Paesi emergenti hanno espresso un rendimento medio dell’1,43% nel triennio maggio 2010- maggio 2013 con una volatilità annualizzata della quota del 12,95%. La volatilità sommata al rendimento medio risulta +14,38% mentre sottratta alla performance media fa -11,72%: questi due valori sono una stima approssimativa del rendimento massimo e minimo annuo del periodo esaminato. Andando a calcolare tutti i rendimenti effettivi annuali dal maggio 2011 (rispetto al maggio 2010) in poi fino al maggio 2013 (rispetto al maggio 2012), si può constatare che il sottoscrittore di questi fondi avrebbe avuto una performance annuale massima del 17,15% (settembre 2012 rispetto settembre 2011) e una minima del -17,22% (dicembre 2011 rispetto dicembre 2010).

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