Combinare sapientemente l’efficacia della gestione passiva con il valore aggiunto che può offrire la gestione attiva. E’ questo, in estrema sintesi, l’obiettivo della cosiddetta strategia core-satellite. Un obiettivo ambizioso che può tuttavia essere raggiunto grazie alla diffusione degli Etf (Exchange traded funds, fondi scambiati in Borsa), i prodotti finanziari che riflettono il più fedelmente possibile un preciso indice finanziario, sia azionario che obbligazionario.

Come funziona

Una volta stabilito il portafoglio tipo che abbiamo intenzione di allestire (la cosiddetta asset allocation) si decide quali componenti devono essere a gestione passiva (Etf) e quali invece a gestione attiva (fondi comuni e comparti di sicav). Gli Etf consentono infatti di replicare un mercato azionario a costi ridotti, mentre alcuni fondi comuni possono offrire extra rendimenti (superiori alla media) in specifiche nicchie di mercato.

Per esempio, se il portafoglio fosse azionario globale internazionale, si potrebbe utilizzare un 70% in Etf e un 30% in fondi e sicav così articolato: un 30% in un Etf azionario Usa, un 20% in un Etf azionario Europa, un 10% in Etf un azionario Giappone, un 10% in un Etf in un azionario Paesi emergenti, un 10% in un fondo azionario Europa high dividend (specializzato sulle società del Vecchio Continente che pagano generosi dividendi), un 10% in un fondo azionario Asia focalizzato sulle infrastrutture e un 10% in un fondo azionario Usa small cap. Il portafoglio così allestito sarebbe per il 70% di tipo core (tramite gli etf, si replicherebbero infatti, a bassi costi, gli andamenti dei principali mercati azionari internazionali) e per il restante 30% a vocazione satellite (ricorrendo ai fondi specializzati si punterebbe al valore aggiunto della gestione attiva in specifiche nicchie di mercato).

A chi serve

Una strategia core-satellite può essere adottata da qualsiasi tipologia di investitore: l’importante è definire un’asset allocation idonea al proprio profilo di rischio/rendimento, stabilire le proporzioni tra la quota core e quella satellite del portafoglio, e individuare i fondi comuni e i comparti che sappiano fornire valore aggiunto: un processo che può essere agevolato con l’ausilio di consulenti indipendenti.